AdnkronosADNKRONOS NEWS     HOME

La Redazione si associa alla collettiva commozione per la morte di Papa Ioannes Paulus II 

Anno 1 - Numero Speciale del 2 Aprile 2005

 
 
On Line                                                                                                       Archivio Numeri Precedenti

Immagine da www.diocesi.velletri-segni.it/papa.html

 

 di Annamaria Pirozzi

 

“Non abbiate paura aprite, spalancate le porte a Cristo!”. 

 

2 Aprile 2005 ore 21,37 si è spento Papa Giovanni Paolo II, lo ha comunicato al mondo intero Monsignor Leonardo Sandri, Sostituto alla Segreteria di Stato.

 

È morto un uomo, ma a giudicare dalle migliaia di persone in attesa sotto le sue finestre e ai milioni di altre che hanno partecipato attraverso i canali di comunicazione, è chiaro che è morto più di un uomo. Si dice che una popolazione sia allo sbando quando viene a mancare il leader, per noi fedeli e per tutta la Comunità Cristiana è un momento estremamente difficile; da oltre 26 anni aveva costituito il punto di riferimento, la guida spirituale che ci permetteva di abbandonare i problemi temporali per essere ricondotti alle più elevate questioni spirituali. Un Papa teologo, nell’accezione più ampia della parola, ha sempre cercato di incontrare tutte le religioni, con rispetto, non mancando al suo mandato, quello stesso che Gesù Cristo aveva dato a Pietro, diffondere il Verbo. I suoi viaggi in paesi lontani spiritualmente dal suo credo hanno sempre riunito enormi masse di uomini, perfino quei paesi, che gli hanno sempre impedito una visita, in questi giorni, hanno dimostrato l’ammirazione verso l’uomo, verso il suo operato e, mi piace credere, anche nell’istituzione.

A breve un altro Papa ci condurrà nel lungo e difficile cammino terreno e seppure questo mi permetterà di vedere al futuro, questa sera voglio piangere quest’uomo. Il mio Papa!

 

Giovanni Paolo II è il 264° Papa (263° Successore di Pietro). Karol Józef Wojtyla , eletto Papa il 16ottobre 1978.

 

logo_santa_sede

 

 

 

 

Per Informazioni visita il sito della Santa Sede

Il commento di  Gicar

 

«…mi corrigerete» !

 

È il Papa venuto da un Paese lontano.

«Non conosco la vostra, la nostra lingua. Se mi sbaglio mi corrigerete»

Eppure di lingue ne conosceva otto: ma se fu uno errore di pronuncia reale oppure voluto, credo non lo sapremo mai.

Quasi come un’extraterrestre Karol Wojtyla, Cardinale straniero, si è insediato così sul soglio pontificio con il nome di Giovanni Paolo II .

Una frase breve, ma fuori programma, con il maestro di cerimonia a suo fianco a fargli cenno di tagliare. Non lo fermarono allora e non ci riuscirono mai più. Ma quell’errore di pronuncia che strappò l’applauso della folla, subito lo avvicinò, come una vertigine atemporale, alle genti del mondo intero. E sì, perché quel “mi corrigerete”  stava quasi mettendo in dubbio uno dei dogmi più assoluti: l’infallibilità del Papa. Papa Giovanni Paolo II

Una parola che annunciava con tutta innocenza, tranquillità e pesantezza un programma grandioso. Proprio per questo, quando ha saputo chiedere perdono all’Universo per gli errori della Chiesa, forse nessuno si è meravigliato più di tanto per quell’umiltà che ha saputo riavvicinare Credi diversi e popolazioni lontane tra loro.

Sono le considerazioni di un laico, che certamente faranno storcere la bocca a molti e che potranno  forse proiettarlo contestualmente sulle soglie dell’eresia. Ma Lui, Karol, così mi piace chiamarlo, è stato capace di farsi ascoltare anche da uno come me, che con le religioni ha poca dimestichezza. Non mi importa se lo possa aver frainteso. Ha saputo donarmi, in ogni caso,  appigli di certezze e fiducia in me stesso e nell’Umanità.     

Un Papa “indisciplinato”, che ha abbattuto i protocolli vaticani e che ha saputo indossare in modo informale l’abito talare; ma soprattutto un Papa sostenuto da una profonda ricerca intellettuale nella sospensione tra filosofia e teologia. Vicino alla gente anche nella sua calorosa estemporaneità. 

La sua “trasgressione” maggiore è stata quella di credere, sorretto dalla sua religiosità, di poter cambiare, in meglio, il corso della “Storia”.

Mi vengono in mente romanzi di fantascienza, di scrittori noti e meno noti, che si sono dannati l’anima, in storie assurde e paradossali, nella convinzione letteraria che ciò che non va nel nostro mondo reale possa essere cambiato con viaggi nel tempo che carambolano tra “passato e futuro” escogitando espedienti di ogni sorta.

Papa Wojtyla ha scelto invece la strada del “presente”, viaggiando da un punto all’altro del globo abbracciando ed accarezzando chiunque gli venisse incontro o chi Lui volesse scientemente incontrare (semplici persone o statisti), dando loro una parola di conforto ed allo stesso tempo di monito e reale speranza. Sembra strano, ma è così, che i “muri” delle ideologie sono stati abbattuti “deviando”, con la delicatezza dell’essere ragionevoli, i perversi percorsi storici che l’umanità si era data, magari con altisonanti trattati politici e di pace.

Ed ora che non c’è più, quel Papa “venuto da lontano”, qualcosa mi manca. Auguro a me stesso ed a tutto il pianeta Terra che il suo successore, italiano o straniero, bianco o nero, sia illuminato nel seguire quella strada del “…mi corrigerete”, perché io, proprio io, per quel che sono, la voglia di correggerlo, Papa Karol, proprio non ce l’ho!

 

 

 

Contattaci
© Redazione di Oltrepensiero.it