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…E SE L’UTOPIA O IL SOGNO NON FOSSERO TANTO IRREALI?Primo Festival della Letteratura Viterbese: editori ed autori della Tuscia si confrontano. Per la prima volta riunita l’intera produzione letteraria di una provincia alla scoperta del fantastico mondo dell’editoria e di quel magico oggetto chiamato libro. Dopo la presentazione dei libri di Luigi Daga e Lucio Aragri, verrebbe da dire che la forza dell’utopia dei recintati riesce a volare alto. Due libri apparentemente lontani nel genere e nell’idea che però scaturiscono da un sentimento comune che è il desiderio forte di andare oltre le vicissitudini politiche e sociali per dare vita ad una società rinnovata e quindi superiore. Daga lo fa proponendo un governo mondiale democraticamente globalizzato attuabile solo se ogni paese riuscirà a cedere parte del proprio potere in virtù del bene comune, Aragri ci riesce immaginando un mondo in cui la libertà è pagata con la recinzione e solo il sogno diventa l’unico momento autentico di evasione. Una fuga che è anche da se stesso, incoronata con una maschera di pirandelliana memoria che rende il “personaggio Aragri” puramente oggettivo, lontano dalla percezione o dalla decodifica dell’ “Altro”. Un distacco dal proprio ‘io’ che esula da ogni giudizio e da ogni verdetto. Due visioni fantastiche, per certi versi utopiche, che come insegna Giuseppe Parpagnoli, fautore del sindacato moderno e protagonista del libro di Daga, possono diventare reali con la lotta e con la determinazione di chi non si arrende e continua a sperare. Ma anche Astolfo, lo ‘scardinatore del potere ufficiale’ nel testo di Aragri, riesce ad andare oltre lo spazio ed il tempo realizzando quello che solo con il sogno si riesce ad abbracciare. Concetti questi che nel corso del primo Festival letterario di Viterbo sono stati sviscerati nell’ex chiesa di S. Salvatore a Viterbo, colpendo l’attenzione del pubblico che ha avuto anche la possibilità di conoscere la realtà della piccola editoria che protegge ancora le speranze. Non a caso Aragri, nel corso della presentazione di Enclosed, ha chiesto agli organizzatori del festival di realizzare uno spazio permanente a Viterbo dove poter trovare sempre in vendita i libri scritti dagli autori della Tuscia (autoprodotti o pubblicati da case editrici) a causa dei non sempre facili rapporti tra distribuzioni e librerie (specialmente quando ci sono di mezzo le piccole case editrici). Al di là dei contenuti dei libri spesso anche i librai tendono a non concedere grandi spazi, se non quando addirittura a togliere dalle esposizioni i testi, perché poco venduti... |
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