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ANGELO JACOPUCCI

di Fausto dei Molinari

Bellaria 19 luglio 1978, Campionato d'Europa dei pesi medi, alla 12a ripresa l'inglese Alan Minter piazza i suoi colpi devastanti al capo di Angelo Jacopucci. Per il pugile Italiano è il ko.
Angelo dopo il match si sente male, trasportato d'urgenza all'ospedale di Bologna entra in coma e muore. Avrebbe compiuto 30 anni tra cinque mesi.
Angelo Jacopucci, pugile di Tarquinia, non era quello che chiamiamo un pugile spettacolare ma la sua boxe era molto redditizia ed efficace. Non era un pugile con il pugno del ko, lo testimoniano le 7 vittorie prima del limite su 33 incontri vinti.
Ebbi l'occasione di conoscerlo di persona e non era affatto lo spaccone che la gente credeva.
Lo conobbi a Milano quando difese vittoriosamente il titolo italiano dei medi dall'assalto di Roberto Benacquista, pugile amministrato da mio padre. Jacopucci vinse ai punti in 12 riprese. Lo vedo ancora uscire dagli spogliatoi del Palalido di Milano ( allora vero e proprio tempio della boxe in Italia grazie allo sforzo economico non indifferente di organizzatori come Plutarco Chiesa, Gianni Scuri, Egidio Tana, Bruno Branchini … ) indossando un accappatoio bianco, sento ancora il frastuono dei fans venuti da Tarquinia, rivedo il loro grande striscione con la scritta " L'Etrusco vince ancora ! ". Essendo Jacopucci avversario del nostro pugile ovviamente mi auspicavo la sua sconfitta ma lui fu il più forte e si aggiudicò meritatamente il verdetto.
Ricordo ancora la sua esultanza a tavola dopo il match. Già, il dopo match …
C'è qualcosa che gli appassionati non vivono, lasciano il luogo dell'incontro quando tutto è finito e se ne vanno a casa ma cosa fanno gli addetti ai lavori ? Che succede ai pugili una volta scesi dal ring ? Tornano negli spogliatoi, alcuni ricevono le cure mediche del caso, una doccia possibilmente non calda e poi con manger,secondi, ufficiali di gara e giornalisti se ne vanno al ristorante per mettere qualcosa sotto i denti. Quello è il momento più vero, quando il pugile smette di essere pugile e ritorna uomo, capita anche di trovarsi allo stesso tavolo dell'avversario.
Così vidi Angelo Jacopucci smettere i panni del pugile guascone per tornare uomo di tutti i giorni, una persona vera. Ai tavoli dei vari ristoranti disseminati in tutta Italia ho vissuto le storie umane più vere di questo meraviglioso mondo che è la boxe. Mi è perfino capitato di vedere due pugili che si sono menati come fabbri dividere lo stesso tavolo al ristorante e farsi i complimenti !
Ma come inizia la storia di Jacopucci?
Un giorno a Tarquinia il piccolo Angelo è preso di mira dal solito bullo del quartiere, il padre invece di intervenire dice al figlio: " Embè? Che c'hai paura? " . Angelo reagisce sbarazzandosi tranquillamente del bulletto da quattro soldi.
Decide allora di recarsi in palestra e dopo esser stato un buon dilettante finalmente passa al professionismo: sul ring di Tuscania l'8 luglio '73 batte ai punti in 6 riprese Lawrence Ekpeli.
© JacopucciDopo aver conseguito una serie di 19 incontri tutti vittoriosi ha la chance di combattere per il titolo italiano dei pesi medi, chance che non si lascia sfuggire battendo il campione d'Italia Luciano Sarti sul ring di Tarquinia ai punti in 12 rounds il 16 agosto '75.
Fresco campione italiano dei pesi medi difende il titolo sul ring del Palalido di Milano contro il romano Roberto Benacquista il cui manager è proprio mio padre, Luigi dei Molinari. Vittoria di Jacopucci ai punti in 12 riprese. Era il 30 gennaio '76.
Per lui si spalancano le porte di orizzonti importanti ed il 4 giugno 1976 diventa campione d'Europa battendo a Milano Bunny Sterling ai punti in 15 rounds.
Ma quel grande trionfo Angelo Jacopucci se lo potè godere veramente per poco tempo. Quattro mesi dopo, infatti, il 1 ottobre 1976, Germano Valsecchi, che fu anche campione d'Europa nei superwelter, gli strappa il titolo al palazzo dello Sport di S. Siro a Milano.
Il nostro non si perde d'animo e ricomincia la scalata per andarsi a riprendere ciò che gli è stato tolto così velocemente. Dopo aver infilato 4 vittorie di fila ricomincia dal titolo italiano e diventa campione per la seconda volta battendo per ferita Trento Faciocchi in 12 riprese sul ring di Camaiore il 6 maggio 1978.
La rincorsa di Angelo a suon di sacrifici è "finalmente" terminata. Ridiventato campione italiano ovviamente il passo successivo è la disputa del titolo europeo. Ecco dunque una nuova chance per ridiventare campione. Ma il 19 luglio 1978, sul ring di Bellaria, il destino è lì ad attenderlo.
Nell'altro angolo c'è il distruttore di Valsecchi, vincitore di Jacopucci, l'inglese Alan Minter, già campione europeo.
Alan Minter ha sostanzialmente due colpi, l'uno-due però portato con efficacia devastante. Molto più potente di Angelo vanta vittime illustri: Kevin Finnegan ( diventerà due volte campione europeo ), Ray Sugar Seales, Emile Griffith ( ex campione mondiale ), Germano Valsecchi ( al quale strappò il titolo europeo )…
Non solo quindi Minter è più potente di Jacopucci ma prima di quell'incontro ha incontrato avversari di maggior caratura e quindi vanta maggior esperienza.
Angelo comincia contratto, sa bene che Minter è uno da non prendere alla leggera. L'epilogo alla 12° ripresa: Minter centra il volto di Jacopucci, un ultimo colpo lo raggiunge con la guardia abbassata, i muscoli del collo rilassati e impossibilitati ad assorbire l'impatto. Sono i colpi del ko. Farà seguito il malore che lo coglierà durante la cena, il coma, la morte…
Con il senno di poi è facile fare giudizi …
Doveva volare l'asciugamano dall'angolo? Jacopucci stava si subendo ma non era alla mercè dell'avversario e quando Minter tirò l'ultimo pugno nessun asciugamano sarebbe stato più veloce.
L'arbitro doveva fermare l'incontro? Vale quanto scritto sopra.
Minter non doveva tirare quell'ultimo pugno? L'avversario aveva la guardia abbassata ma era in piedi, come biasimare l'inglese per aver voluto cogliere la sua vittoria in modo sicuro?
E' stata fatalità … solo Minter avrebbe potuto non tirare l'ultimo, fatale pugno ma quel pugno rappresentava per Minter la riconquista del titolo europeo di uno sport che è a volte spietato ma sempre leale.
C'è però un fatto da menzionare: il relazione all'accaduto il medico di riunione (A.P) venne inquisito per omicidio colposo (e questa è una notizia presa da BoxRec.com)
La boxe è il confronto aspro ma leale tra due avversari, difficilmente c'è odio, violenza fine a se stessa.
Personalmente ogni volta che mi sono trovato all'angolo di un pugile non ho mai saputo desistere dal girarmi e gridare " Idiota!! " all'imbecille di turno che gridava " Vogliamo il sangue! ", abitudine che presi da mio padre, spesso ci giravamo in coro.
La morte di Jacopucci tuttavia insegnò qualcosa, le riprese di un titolo europeo furono ridotte a 12, si rese obbligatoria la TAC del cranio, da effettuarsi durante le obbligatorie visite mediche annuali, nessuna località distante più di un'ora da un centro neurologico ebbe più il nullaosta per effettuare incontri di pugilato.
Se la prevenzione migliorò certamente lo si deve al povero Angelo.
Purtroppo ci volle la morte di una persona per rendere gli incontri più sicuri.
Così come purtroppo si renderà necessaria la morte di un altro atleta per ridurre le riprese di un titolo mondiale da 15 a 12.
Quattro anni più tardi, il 13 novembre 1982, al Cesar Palace di Las Vegas Duk Koo Kim perse per ko al 14° round contro Ray Boom Boom Mancini, titolo mondiale WBA pesi leggeri in palio.
Il coreano morì poco tempo dopo, le riprese per un match con il titolo mondiale vennero ridotte da 15 a 12.
Ricordo le foto di Jacopucci all'ospedale con la testa fasciata, preferisco ricordarlo nel suo accappatoio bianco in quella sera di Milano quando sconfisse un nostro pugile, in quella sera del gennaio 1976.
Il suo record parla di 36 incontri da professionista con 33 vittorie, 7 prima del limite, e 3 sconfitte.
L'ultima gli fu fatale.
Noi di Pagine 70 siamo orgogliosi di sollevare, a distanza di molti anni, il velo dell'oblio che ingiustamente è calato su questo Campione degli anni 70. Anche il web sembra averlo dimenticato. Basta farsi un giro sui vari motori di ricerca o sui siti dedicati alla boxe per notare che di questo sfortunato pugile di Tarquinia non c’è assolutamente niente: ne' foto, ne' informazioni, ne' altro…
Negli anni 70 un titolo d'Europa era qualcosa che pochi pugili potevano permettersi inoltre chi ha fatto risuonare l'inno di Mameli sarà sempre degno di stima e di affetto, qualsiasi sport abbiano praticato.Amiamo i nostri campioni, non dimentichiamoli!
I giornali chiamavano Angelo Jacopucci il Clay dei poveri, io preferisco chiamarlo il Campione sfortunato.

http://www.pagine70.com

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LE FOTO

 

© Jacopucci

 

 

Angelo Jacopucci © Jacopucci


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