|
« …uno scopo serio…è quello di espandere
l’immaginazione umana… Limitare la nostra
attenzione a questioni terrestri equivarrebbe a
fissare dei confini allo spirito umano »
In Inghilterra e negli Stati Uniti esistono già da anni cattedre universitarie di fantascienza. In questi paesi tanti problemi probabilmente non se li sono posti nel creare veri e propri indirizzi accademici tanto più che hanno dato i natali ai maggiori maestri di questo filone letterario e non solo.
In Italia il problema, di tanto in tanto, viene sollevato accompagnato inevitabilmente da ironici sorrisi anche perché, nel comune modo di pensare, la Science-Fiction viene spesso confusa con il genere fantastico. Ma nei Paesi dove il Dottorato in Fantascienza è perseguibile per gli studenti non è certo una passeggia da niente: critica letteraria, conoscenza scientifica, filosofia, politica, sociologia.
Nella nostra nazione, si sa, la fantascienza è un genere emarginato a tutti i livelli, non solo nelle scuole ma in genere anche nelle librerie. Non potrebbe forse essere altrimenti nella culla della cultura classica per eccellenza dove, non si può dimenticare, per l’asserire e dimostrare che la Terra non è al centro dell’Universo (e qui stiamo addirittura nella scienza) più di qualcuno è finito sui banchi degli imputati per essere accusato di eresia sotto la scure di infallibili dogmatismi. Figuriamoci, poi, se si fosse voluto andare oltre ogni evidenza tangibile.
Ma, al di là delle polemiche retoriche, l’emarginazione della fantascienza in Italia inizia ad essere attribuita proprio alla mancanza di specifiche cattedre universitarie che potrebbero saldare la frattura esistente tra la cultura scientifica e quella umanistica.
“La scienza è di per sé umanizzante , tuttavia da sola non basta per umanizzare l’uomo”. La scienza, non ha fine di per sé. E’ solo conoscenza, ma la sua utilizzazione nel bene o nel male è tutt’altra cosa. La fantascienza in fondo è figlia della scienza, o meglio del pensiero scientifico moderno, e pone il metro ed i parametri di supporto all’umanità nelle futuribili destinazioni di essa o in contrapposizione ne denuncia gli impieghi distorti o le applicazioni paradossali. Alla fine il problema è quello di non tenere disgiunte l’immaginazione e la ragione. Non solo, la nostra società non è più una società statica come quella del passato quando i cambiamenti avvenivano nell’arco di centinaia di anni. Oggi invece sono all’ordine del giorno e proporre la fantascienza come strumento didattico significa anche riconoscere ad essa la "positività progettante della formazione di un uomo nuovo ».
Per questi motivi la fantascienza necessita di essere elevata a corso universitario tenendo conto anche che nel mondo, guarda caso, molti scrittori di Scienze-Fiction sono stati anche scienziati: Fred Hoyle (astronomo), Isaac Asimov (biochimico), Arthur C. Clarke (fisico), Carl Sagan (astronomo).
Molti anni fa fu proprio un docente a sottolineare che nell’insegnamento scientifico vi è «un’eccessiva attenzione rivolta alla formulazione matematica delle leggi fisiche e la scarsa cura dedicata invece all’immagine mentale del fenomeno reale ».
In questo primo scorcio d’estate 2005 è proprio Antonio Scacco a rilanciare il suo appello alle università italiane per l’istituzione di cattedre di fantascienza. Scacco da anni si occupa di questo genere di narrativa con diversi saggi ed articoli pubblicati su riviste specializzate. Maestro elementare, laureato in materie letterarie ha sostenuto la propria tesi sui “juveniles” di uno dei grandi maestri della fantascienza: Robert a. Heinlein. Spesso, in modo forse ironico e provocatorio, ha sottolineato che in Italia pur non essendoci corsi di laurea specifici “il mondo accademico non lesina tesi di laurea in fantascienza e neanche somministra ad esse con il contagocce il 110 e lode”. Direttore della rivista letteraria Future Shock, il suo appello già lanciato dai microfoni di Radio Due, sta oggi raccogliendo consensi ed adesioni importanti tramite i maggiori siti Web.
«Il mio appello – afferma Antonio Scacco- per la creazione di cat tedre di fantascienza si basa su questa constatazione, che nelle nazioni anglosassoni, in America e in Inghilterra, esistono già delle cattedre di fantascienza. Purtroppo, in Italia, nonostante i vari tentativi - ricordo che, negli anni Ottanta a Palermo si tenne un grosso Convegno internazionale organizzato da un professore universitario, Luigi Russo, a cui parteciparono esperti di fama mondiale come Darko Suvin e Carlo Pagetti, un illustre studioso italiano di fantascienza - poi tutto è rimasto lì, sulla carta. E´ stata pubblicata la raccolta degli interventi di questo Convegno, intitolata La fantascienza e la critica, da parte della Feltrinelli; ma poi non se n´è fatto niente. Un altro tentativo fu fatto dal prof. Alfeo Bertondini dell´Università di Urbino. Purtroppo, - conclude Scacco - questo tentativo fu, ahimè!, stroncato dalla morte del docente, studioso molto valido, che aveva al suo attivo testi importanti di letteratura popolare ».
Aggiungiamo che il problema fu in qualche modo affrontato nel 1998 anche dal Ministero della Pubblica Istruzione con l’istituzione del 1° Concorso Nazionale per il miglior Racconto di Fantascienza riservato agli alunni delle Scuole Elementari ed agli studenti degli Istituti di istruzione secondario di primo e secondo grado.
|
| ! |
L'APPELLO E GLI APPROFONDIMENTI |
|
APPELLO PER L'ISTITUZIONE DI CATTEDRE DI FANTASCIENZA
di Antonio Scacco
Il rapido progredire, oggi, della scienza e della tecnologia sottopone l'uomo, nel breve volgere della sua esistenza, a una serie di mutamenti così inattesi, profondi e molteplici che, in passato, si verificavano solo nell'arco di centinaia di anni. La visione del mondo era, per l'uomo del passato, del tutto rassicurante, tanto che l'umanista Carolus Bovillus poteva dire: "Hunc mundum haud aliud esse quam amplissimam hominis domum".
L'avvento della scienza moderna sconvolse sin dalle fondamenta tale concezione prescientifica. E poichè quella che è andata in frantumi è la visione armonica del mondo e l'uomo contemporaneo - afferma il filosofo tedesco Max Scheler - "è diventato pienamente e completamente problematico a se stesso; [ne'] sa più ciò che egli è, ma allo stesso tempo sa pure di non sapere, si designa il disagio dell'epoca moderna come "crisi umanistica".segue
Chi è Antonio Scacco
http://xoomer.virgilio.it/shiack/html/curriculum.htm
Future Shock
http://www.futureshock-online.info/index.html
Sottoscrivi la petizione
http://www.mooncity.it/public/contatti.html
http://www.mooncity.it

|
|