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OLTRE IL SOGNO ... LA FIABA DELLA VITA

di Anna Perrino

Oltre il sogno… la fiaba della vita

LA NAZIONALITÀ DEL CUORE

Quando si vivono tempi come i nostri, sembra che tutto ci porti a guardarci, gli uni con gli altri, con occhi di sospetto e diffidenza.

Anziché guardarci a volte pare proprio che ci scrutiamo. Cercando di riconoscere chi abbiamo intorno, accanto o di fronte… dal colore della pelle, dal suo idioma, da un vestito particolare e  caratteristico, magari dissimile da quelli che abitualmente portiamo noi… Da un segno, che sia riconoscimento di una fede, anch’essa differente da quella che professiamo noi. Ci siamo “noi” e ci sono “gli altri”.

Se proviamo ad immaginarci nei panni degli “altri” la frase, dal loro punto di vista, non cambia e la si può pensare pronunciata esattamente allo stesso modo: ci siamo “noi” e ci sono “gli altri”. E “gli altri” in questo caso … saremmo “noi”.

Alla fine il mondo diventa sempre più popolato da “altri”  e si usa sempre meno il “noi” o quando lo si usa è per indicare non le somiglianze e le vicinanze o l’incontro tra diverse esperienze, ma le differenze che sembrano creare milioni di barriere.

Tutto diventa estremamente complicato, diventa difficile incontrarsi per conoscersi e conoscersi sarebbe fondamentale per potersi capire e per accettarsi.

Chissà se è questo che veramente vogliamo? Se  abbiamo smarrito lo stimolo della curiosità… Quella che da bambini ci accompagna a scoprire gli altri e il mondo, in contesti assolutamente ignoti e sconosciuti e ai quali però ci avviciniamo senza portare con noi diffidenza o paura.

Chissà se, un po’ nascosto dietro lo sguardo che scruta, non c’è un gran desiderio di chiedere e di capire. Qualunque sia la “diversità” che si pone di fronte a noi in quel momento. Se non abbiamo conservato nel cuore la stessa serie infinita di “perché” con cui abbiamo tormentato i grandi, quando eravamo bambini.

Cambiano i tempi e cambiano le scene, ma non è detto che cambi la voglia di chiedere… “Perché… ti vesti così, parli così, hai scelto questo Dio… questo sesso… questo tipo di vita…?”

Quando si ha il desiderio di sentirsi raccontare una storia, si trova sempre qualcuno che la racconta. A volte basta chiedere con le parole e a volte può bastare la curiosità espressa in uno sguardo. Certamente ci vuole molta voglia di ascoltare, un pizzico di tempo da dedicare, e il cuore tanto grande da poter poi portare con sé nella vita la ricchezza ricevuta solo fermandosi a chiedere un perché in più, ad una persona estranea e sconosciuta.

Il cuore non è che un simbolo, una metafora… Lo è ogni volta che vi facciamo riferimento per indicare le qualità migliori che possiamo scegliere di manifestare.

Però a pensarci bene e anche se dalla metafora ci allontaniamo e torniamo nella praticità della sua funzione: il cuore di tutti batte allo stesso modo e consente così di vivere la vita in qualunque parte del mondo ci si trovi.

Non pulsa tenendo i ritmi delle scelte, delle varie culture e tradizioni che ci sono al mondo né delle tante convinzioni. Non ha nazionalità, né limiti né confini. Forse, a pensarci un po’ su, non ne abbiamo nemmeno noi.

*ap

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