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| Lucio Aragri, nel romanzo “Enclosed – I Recintati” propon Il Lucio Aragri pittore dipingerebbe il suo quadro con tinte opache, dove i colori scuri e forti avrebbero il sopravvento, in una totale assenza di luce. In questo paesaggio quasi notturno i cui tratti sono incisi con forza nella tela, «Le rêve est vrai. Tous les rêves sont vrais. J’ai le sentiment d’asperités, de paysages comme sculptés, de morceaux de terre ondoyants recouverts d’une sorte de sable frais dont le sens veut dire: ‘regret, déception, abandon, rupture’, quand nous reverrons-nous?»* [Antonin Artaud]. Emerge il “sogno” rifugio rappresentato da un tranquillo Promontorio, circondato dal mare, dove Lauro, l’esule viaggiatore nel Tempo, vive sospeso e assorto nei suoi incontrollati pensieri senza meta. Schiacciando il tasto del Multitasking, è diventato prigioniero del suo andare e venire nel Tempo rinunciando alla propria libertà. Lo Spazio e il Tempo vanno al di là della narrazione e, in un vortice di situazioni, l’autore restituisce ai personaggi la consapevolezza della propria identità, di ciò che hanno perso e che devono “recuperare” per raggiungere la libertà. “Solo colui che muove da una assenza, da uno spossamento della vita, sente la necessità di scrutare le vibrazioni della mente e in un voler recuperare se stessi, nasce il grido, quasi in un segno di riscatto verso una realtà fasulla e priva di qualsiasi principio morale". L’attore Artaud, alla stregua dei personaggi di Enclosed, è colui che ha la forza di operare gli stravolgimenti, le trasmutazioni, di cambiare gli eventi, in un continuo sdoppiamento dove colui che agisce si osserva agire, ripartendo le tensioni in una frattura iniziale. Si innesta l’esigenza di recuperare se stessi e la propria libertà di azione, in una ricerca incessante, l’uomo si inventa, si demolisce e rinasce a nuova vita. Questo senso d’insoddisfazione profonda, il senso dell’irrealizzato così evidente in Artaud “muove” altresì i personaggi di “Enclosed- I Recintati”: è questo che li stimola a esplorare quel che rimane del Cosmo attraversando le linee temporali ed esercitando interferenze sugli eventi stessi. Nel Teatro della Crudeltà (1933) che farà parte del Teatro e il suo Doppio, Artaud utilizza la crudeltà come elemento dinamico, una scossa perturbante ed efficace che si introduce nei corpi degli spettatori, scuotendoli nel profondo per allontanare la morte e il sonno che incombono sulla vita reale. Questo gesto catartico, espresso da convulsi movimenti del corpo, è come il lampo che squarcia il buio della notte sul Villaggio di Aventinia, alla “Resa dei conti”, quando l’unica soluzione a tutto è quella di sparire negli abissi temporali. *«Il sogno è vero. Tutti sogni sono veri. Ho il sentimento di asperità, di paesaggi come scolpiti, di pezzi di terra ondeggianti, coperti da una sorta di sabbia fresca il cui senso vuol dire: rimpianto, delusione, abbandono, rottura, quando li rivedremo? »
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