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SOLO L'ATTIMO DI UN RESPIRO

di Giulio CARRA

 

Storie di fine estate, quasi previste ed in tutta la loro tristezza date in parte per scontate. Sembrano incarnare l’epilogo di un’estate andata a male, da un punto di vista meteorologico tutta da buttare, ed iniziata con gli attentati terroristici di Londra, la strage di Sharm el Sheikh e proseguita con le alluvioni che hanno flagellato l’Europa centro-settentrionale insieme agli uragani che si stanno abbattendo sul nord America.

Ma le vicende legate a quei due neonati, proprio non vanno giù. Non si digeriscono. Travalicano ogni codice morale ed il senso di quella strana regola non scritta che dice: “Nessuno muore il giorno prima di quando dovrebbe”. Invece, se è andata loro bene, avranno avuto solo il tempo, sì e no, dopo il taglio del cordone ombelicale, di avere avuto a disposizione appena l’attimo per quel fisiologico profondo respiro che apre i polmoni alla vita. Qualcuno ha detto “no” prima ancora che potessero iniziare a vivere per poi anche maledire pure il mondo intero. Non sarebbe importato a nessuno.

Non si vuole essere moralistici e tanto meno bigotti, ma in questa nostra strana nazione esistono anche delle leggi che valgono sia per gli italiani, sia per gli extracomunitari e per tutti coloro che sono cittadini del mondo. Non saranno perfette, ma appartengono al patrimonio di civiltà che regolano il nostro vivere. Se non accettando una gravidanza, non si è voluto abortire (e la legge, se pur nei suoi termini, lo consente) dopo il parto avvenuto in un qualsiasi ospedale sempre la legge concede di non riconoscere il proprio figlio. Non rimarrà abbandonato e in ogni caso, al di là delle lungaggini relative alle pratiche adottive, potrà avere un futuro che, per quanto pessimo, sarà sempre paradossalmente migliore di un rantolo di morte durante il primo respiro.

Per favore, non è necessario uccidere! Lasciare “statuine di gesso” nei cassonetti o nelle buste di plastica, davvero è un non senso.

Certamente le vicende di cronaca di questi giorni nascondono storie di ordinaria immigrazione clandestina e forse anche di prostituzione selvaggia. In ogni caso dietro di loro le aspettative tradite e la speranza defraudata per un futuro migliore in cui vivere e che è rimasto, invece, solo un amaro miraggio.

In questi casi non vale biasimare, giudicare e nemmeno essere “umani”. Purtroppo, nel modo comune di pensare la disperazione, o l’essere disperati, finisce, in fondo, con il giustificare ogni cosa. Ne siamo proprio certi anche quando c’è di mezzo solo l’attimo di un respiro?

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LA NOTIZIA
Partorisce e uccide neonato, arrestata nigeriana

Roma, 28 ago. (Adnkronos) - Dopo aver partorito ha ucciso il neonato chiudendo il corpicino in un sacchetto di plastica che è stato ritrovato dietro un cespuglio. E' accaduto la notte scorsa a Roma. La donna, una nigeriana di 29 anni, sarebbe stata arrestata dagli agenti della Squadra Mobile romana con l'accusa di infanticidio e occultamento di cadavere. Dopo il parto, avvenuto nella casa della donna in via dei Giardinetti al quartiere Casilino, è arrivata una telefonata anonima ai medici del 118 in cui si chiedeva aiuto. Una volta giunti sul posto, i medici hanno prelevato la nigeriana, trovata con una grave emorragia post parto e l'hanno trasportata d'urgenza al Policlinico Casilino. Non trovando però il feto i medici hanno avvertito il commissariato Casilino. Gli agenti, insieme agli uomini della squadra mobile capitolina, si sono recati inizialmente presso l'ospedale e successivamente in via dei Giardinetti dove la donna risiede. Dopo aver ispezionato la casa gli agenti hanno controllato alcune zone del quartiere tra cui il parco, dove hanno ritrovato il corpo del neonato, ormai senza vita, chiuso in un sacchetto di plastica e nascosto dietro una siepe.Intanto verrà eseguita probabilmente domani l'autopsia sul corpicino della neonata trovata morta in un cassonetto situato in via Castaldi, ad Acerra, nel napoletano, la notte di venerdì scorso. L'esame servirà a chiarire se la bambina sia nata già morta oppure sia stata uccisa e poi abbandonata. Per questa vicenda sono state arrestate, nel giro di poche ore, la madre della neonata, Natalia Zelentfova, e altre 4 persone, due uomini e due donne. Si tratta di cinque ucraini, tutti clandestini, accusati di infanticidio e di occultamento di cadavere. La madre avrebbe ammesso di avere partorito e poi abbandonato la figlioletta.


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