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La Bandabardò, con sei album all'attivo e dieci anni di attività, è un gruppo che nasce con la convinzione che sia "bello e divertente portare su un palco la stessa atmosfera di festa che si instaura nelle cantate tra amici". È attraverso le voci di Erriquez, Finaz, Paolino, Don Bachi e il giovane Nuto che il libro, “Vento in faccia”, racconta la storia degli alfieri del grande popolo "fricchettone" italiano. Questo testo, edito da Arcana, ne ricostruisce la vicenda, dagli esordi nel 1993, e descrive i loro numerossisimi concerti proponendo, allo stesso tempo, un glossario delle canzoni e del processo creativo che le ha prodotte.
POLITICA, SOGNI E REALTA’ NEL SOUND DELLA BANDABARDO’A settembre sarà impegnata sui palchi di Reggio Emilia, Milano, Palermo e Napoli dove sicuramente continuerà a mietere successi shakerando i fans, facendoli saltare, danzare e sorridere sopra ogni incertezza e al di là delle preoccupazioni generate dalla vita. E’ uno degli effetti della Bandabardò, oggi cassa di risonanza per molti giovani. La voce del gruppo, Erriquez (Enrico Greppi) che abbiamo incontrato sul litorale a nord di Roma nel mese di Agosto, a Montalto di Castro, ha voluto regalare a “Oltrepensiero.it”, nel bel mezzo di un Tour che li sta facendo esibire in molte città italiane, le sue visioni e le suggestioni della sua musica, poco prima dell’inizio di un concerto davvero elettrizzante. L'artista trasmette tutta la carica che solo gli animali da palcoscenico sanno offrire unitamente alla dolcezza ed alla tenerezza di un uomo che, sempre più innocente nell'animo, riesce a volare sopra ogni bruttura umana, come un bambino svincolato dalle catene sociali, culturali e morali, fa sognare anche agli altri. I “Tre passi avanti”, titolo dell’ultimo album della Bandabardò, esprimono un concetto singolare, soprattutto se, come chiarisce lo stesso Erriquez, « Non vanno verso una direzione prestabilita, in quanto alla fine della canzone stessa si può ascoltare la frase: non so dove sto andando ma so che ci sto andando… come a voler dire che, ciò che conta è il non fermarsi mai quando si tratta di coltivare energie positive. Aggredendo sì, ciò che non ci piace, ma costruendo una dimensione che sia di nostro godimento». La Bandabardò è nata dodici anni fa e sta ricevendo un crescendo di successi e approvazioni da più parti. Ogni concerto è un piacevole bagno di folla giovane e vivace, così che Erriquez riconosce la bellezza ti tale dimostrazione d’affetto, soprattutto quando è delicata e non invadente, poi aggiunge « Solo quando cade nel fanatismo può infastidire, in particolare quando si è nel privato della propria famiglia e si ha voglia di dedicarsi ad altro. In fondo – spiega Erriquez – noi della Banda siamo persone timide e come è classico esplodiamo quando siamo sul palco, ma fuori dei concerti siamo lupi che difendono con le unghie la propria intimità». Un’intimità discontinua che solo sporadicamente si concretizza, considerato che il Tour della Banda dura da un anno e questo comporta, come Erriquez riconosce « Un distacco netto dalla propria alcova che con piacere e fatica si cerca di assaporare quando si è di nuovo a casa… anche se in ogni posto incontriamo persone ed amici che ci fanno sentire come in famiglia. In fondo – argomenta – il nostro è un lavoro e quando ci chiedono: quale sia il nostro messaggio o la nostra missione, arrossiamo perché questa attività contiene il “Bello” ed il “Brutto” come ogni altro incarico. In questi dodici anni di vita abbiamo vissuto infiniti eventi e non sempre è stato facile salire sul palco per far divertire il pubblico, ma lo abbiamo fatto senza ricoprire un ruolo ma semplicemente restando noi stessi, svolgendo questo lavoro con umiltà. In fondo anche in sala prove siamo come durante i concerti, saltiamo, balliamo, ci muoviamo con il nostro strumento, anche perché la nostra è una musica che non si può suonare restando fermi. Ci alleniamo poco perché non abbiamo molte ore per le prove, ma sul palco prepariamo il nostro fisico per essere sempre più fresco anche se mentalmente arriviamo distrutti». La Banda spesso a fine concerto ama intrattenersi con i propri fans e a tal proposito Erriquez disapprova lo stile britannico di sfuggire dalla propria platea con l’intento di creare la visione del cantate-divo e sottolinea « …ma poi questi musicisti se non si relazionano con il proprio pubblico, ma come scrivano le canzoni e di cosa parlano? Dei soliti amori contrastati in cui lei ama lui ma lui non ama lei? Canzoni asettiche, standardizzate che da anni sono sempre le stesse? Io quando scrivo – evidenzia Erriquez – rubo molto dai miei ricordi, dai miei incontri, amo scrivere di getto e credo nel mio estro immediato». Quindi il successo sta davvero arrivando per la Bandabardò, ma Erriquez precisa che dal primissimo concerto hanno riscosso successo che per loro vuole dire far divertire e far star bene la gente creando un linguaggio completo fatto di racconti di vita, positività e malinconia… Infine Erriquez lancia un invito a tutti per gennaio ad andare ad Auschwitz e Dakao con il treno della memoria assieme agli ex-deportati per poi presentare un concerto a Cracovia. Tutti gli interessati potranno trovare le informazioni sul sito internet della Bandabardò che non finirà mai di stupire e far sognare. |
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