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IL LUNGO CAMMINO DELLA VITA

di Stefania MIGLIORINI CIURLI

Ciò che Vittorio propone a suo nipote, e a tutti coloro che leggeranno, non è la storia della sua vita, né un’autobiografia ossia lo scriversi addosso parlando delle esperienze, dei dispiaceri che l’hanno segnato perché, il più delle volte, ciò che ne esce è uno scritto noioso che può piacere solo alla mamma di chi scrive.

È, invece, un assieme di ricordi personali, di frammenti di vita vissuta, scritti con il linguaggio parlato di un uomo semplice, ma non per questo ingenuo, ma puro, cristallino e sincero.

Quasi stesse ragionando tra sé senza perdere, però, entusiasmo, umiltà, riconoscenza e grande forza d’animo.

Entusiasmo perché traspare un’energia straordinaria, slancio e fede verso ciò che ha valore e permette di superare il vivere quotidiano.

Umiltà perché c’è un’accettazione totale del volere di Dio, senza mai una parola negativa, senza rabbia, senza imprecazioni.

Riconoscenza, quasi un monito: perché a chi ti ha aiutato a vivere, devi sempre qualcosa.

Forza d’animo perché ha una grande capacità di adattarsi, di resistere nelle situazioni più disperate, di continuare a sperare quando tutto sembra perduto e mille modi di rico­minciare.

Un’altra cosa che colpisce sono quei pranzi, quelle cene che Vittorio ricorda con estrema precisione.

Non a caso, però. Durante l’età evolutiva, non dimentichiamo, ha sofferto la fame, ciò lo segnò profondamente. Quindi un pranzo, una cena è come dire “tutti i salmi finiscono in gloria”. Rappresentano, per l’autore, il modo più sublime per concludere una giornata o una serata speciale, un incontro importante o tra amici.

Leggendo ci lasciamo coinvolgere e riflettere su questo lungo cammino di vita e ci spinge a pesare le piccole e grandi cose di tutti i giorni parlando al cuore con l’unico linguaggio che comprende cioè l’amore.

 !  IL CAMMINO DELLA VITA

 

Vittorio Giovani con la famiglia

 


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