È ritornata
alla luce, dal principale condotto fognario del Foro di Traiano, una testa colossale dell’imperatore Costantino in marmo bianco di Carrara. Alta 60 centimetri, è stato rinvenuta nel luglio scorso e presentata alla stampa dal sindaco Walter Veltroni, dall’assessore alle Politiche Culturali Gianni Borgna e dal sovrintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma Eugenio La Rocca, in attesa della prima esposizione in pubblico, prevista per il 17 settembre, in occasione della “Notte Bianca”, ai Musei Capitolini. “Dopo di che – ha annunciato Borgna – la scultura, accuratamente restaurata, avrà un suo posto d’onore nel Museo dei Fori Imperiali, che sta per diventare una realtà nella prestigiosa sede dei Fori Imperiali”.
“Proprio mentre l’attenzione dei mezzi di comunicazione – ha ricordato Veltroni - è rivolta alla nostra città con accenti di inquietudine, un ritrovamento come questo costituisce un segno di speranza e testimonia la grande cultura da cui discendiamo”.
La Rocca non ha saputo nascondere la gioia per quello che ha definito “l’ultimo nato. Il ritrovamento di opere d’arte nei Fori – ha continuato – non è frequente. Tutta l’area è stata saccheggiata. Alla fine del V secolo d.C. il Tempio di Marte Ultore è stato smantellato, poi tra il VII e il IX secolo i marmi dei Fori furono trasformati in calce, anche, probabilmente, per la costruzione delle Mura Leonine”.
La testa, in buono stato di conservazione, è stata ottenuta rilavorando un ritratto precedente, appartenuto a un personaggio con una forte stempiatura.
Costantino è raffigurato secondo uno schema iconografico preciso, appartenente al periodo in cui l’Imperatore entrava trionfalmente a Roma, dopo la vittoria su Massenzio a Ponte Milvio, nel 312 d.C.
Il recupero di questa scultura nell’area del Foro di Traiano appare assai significativo perché documenta la presenza, all’interno del complesso monumentale, di immagini imperiali tardo antiche di grandi dimensioni, che si aggiungevano alla galleria di ritratti della famiglia imperiale, anch’essi di proporzioni colossali, la cui esistenza era già nota grazie ai ritrovamenti del passato.
Ora gli studiosi sono chiamati a risolvere un piccolo enigma: perché la scultura si trovava nel condotto fognario, in cui non era caduta accidentalmente, ma era stata introdotta di proposito? La Rocca ha ricordato l’uso di pulire le fogne trascinando al loro interno oggetti di mole massiccia, ma ha anche riferito un’altra ipotesi, secondo la quale la testa potrebbe essere finita nel condotto a seguito dei gravi tumulti che accompagnarono, nel 326, la venuta a Roma di Costantino.