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Domenica 25 settembre 2005Nelle principali piazze d’ItaliaA Grosseto Piazza Dante dalle ore 10,00 alle 19,00L’aumento dell’aspettativa di vita nelle popolazioni dei paesi occidentali ha determinato un incremento della prevalenza di malattie croniche tra le quali rivestono una particolare importanza per il loro impatto sociale quelle relative ai problemi di memoria.
Oggi sappiamo che la memoria è costituita da un insieme di abilità mentali: i suoi disturbi, sempre più diffusi nella popolazione, non rappresentano una patologia incurabile, ma dipendono anche da una serie di cattive abitudini che si possono prevenire grazie ad un corretto o sano stile di vita. Tuttavia, la sensibilità degli individui e la consapevolezza nell’opinione pubblica sono ancora scarse. Occorre perciò potenziare l’impegno a promuovere la ricerca scientifica ed assicurare un’adeguata assistenza. Proprio a questa urgenza intende dare una prima risposta “Non dimenticare …la memoria”. Per tutta la durata della manifestazione un gruppo di specialisti sarà presente per illustrare stili di vita, accorgimenti e semplici pratiche quotidiane per migliorare e preservare la salute della tua memoria: i cittadini potranno parlare direttamente con gli esperti, ricevere materiale informativo, fare semplici test e giocare con noi per imparare a prevenire uno dei più caratteristici problemi dell’età: la perdita dei ricordi. DATI ED EPIDEMIOLOGIA DEI DISTURBI DELLA MEMORIAIn Europa le demenze rappresentano la 4° causa di morte, dopo la cardiopatia ischemica, il cancro e lo stroke. In Italia l’incidenza di incidenza di questa malattia è pari a 150.000 nuovi casi ogni anno , di cui 80.000 con morto di Alzheimer. Nel nostro Paese il 6,4% dei soggetti di età compresa fra 65 e 85 è affetta da demenza e con l’ulteriore avanzare dell’età si assiste a un incremento esponenziale della malattia. Inoltre, a causa del progressivo aumento della popolazione anziana, è prevedibile che il numero dei pazienti affetti da disturbi cognitivi cresca insieme all’inevitabile aumento dell’impatto sociale della malattia. Ci si aspetta infatti che il numero di malati triplichi nel 2030. Le demenze sono patologie altamente invalidanti, che generano disabilità permanenti e progressive ed in base ai base ai dati scientifici disponibili si evidenzia un quadro preoccupante che incide pesantemente e inciderà ancora di più in futuro, sul sistema sanitario nazionale e soprattutto sulle famiglie. L’impatto psicologico, emotivo, sociale ed economico della malattia sulle famiglie e su quanti vivono con un malato è infatti enorme. Famiglie e amici di persone affette da demenza sopportano enormi pesi psicologici e finanziari. I dati epidemiologici raccolti hanno inoltre dimostrato che per gli individui vicini a persone affette da demenza il rischio di incorrere in problemi fisici e di salute mentale è alto. I costi meramente economici della malattia sono notevoli, anche se difficilmente quantificabili. Oltre alle cure mediche, infatti, vanno contabilizzati i costi di gestione del paziente, il tempo lavorativo utilizzato dai familiari per l’Assistenza e il costo sociale di morti premature. Tutto ciò qualifica le demenze tra le patologie più costose in assoluto. Di qui l’importanza di una diagnosi precoce, che permette non solo di trattare la malattia al meglio, ma anche di dare la possibilità ai familiari del malato di gestire in maniera appropriata i costi affettivi ed economici. E soprattutto di non sentirsi soli. Responsabile Provinciale Uff. Comunicazione e Stampa CRIMichele Casalini |
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