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IL MESSAGGIO IN BOTTIGLIAACCADEMIA DELLE BELLE ARTI DI ROMAChi ha partecipato nello scorso anno alla selezione per la frequenza della Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia delle Belle Arti di via di Ripetta ha avuto in questi giorni un’amara sorpresa. La quota d’iscrizione al corso, infatti, dai 282,85 euro previsti nel 2004, è stata aggiornata a 1.587,29 euro. L’aumento della quota, stabilita attualmente dal Consiglio di Amministrazione dell’Accademia, oltre ad essere con evidenza spropositata, non trova corrispondenza negli aumenti delle quote di iscrizione ai corsi di pittura, decorazione, scenografia e scultura, organizzati dalla medesima Accademia, che ammontano a 699,23 euro. La scelta del senato accademico di porre dei limiti così netti alla frequenza della Scuola Libera del Nudo comporterà un calo molto consistente delle iscrizioni mettendo in discussione la riapertura della scuola stessa che, a differenza degli altri corsi, non prevede alcun titolo valevole a fini giuridici, in altre parole non comporta l’acquisizione di alcun diploma a fini di concorso o altro. Per rendere ragione dell’importanza storica della Scuola libera del Nudo è doveroso ricordare che Roma, e l'Accademia di San Luca, erano molto importanti nella cultura artistica europea tra la fine del '500 e gli inizi dell' '800. Retta fin dai primi tempi dai più insigni tra gli artisti, sia italiani sia stranieri, l'Accademia Romana crebbe presto in tale fama da esser presa a modello per le analoghe istituzioni che sorsero in tutta Europa nel corso dei secoli XVII e XVIII. Nel 1754 venne istituita un'apposita Accademia del Nudo che, sotto la direzione dell'Accademia di San Luca, organizzò in maniera più organica un primo livello di apprendimento sottoponendo gli allievi all'esercizio quotidiano di copia dal vero, nudo o panneggio, a seconda delle stagioni. La struttura che ospita a tutt’oggi la Scuola Libera del Nudo fu scelta in via di Ripetta per assicurare agli artisti l’accesso allo storico teatro anatomico del prospiciente ospedale di San Giacomo al fine di completare lo studio del corpo umano con lezioni di anatomia. La presenza a Roma di una tale istituzione, incredibilmente funzionante fino ai nostri giorni, rappresenta la testimonianza di una presenza artistica che si è svolta nei secoli, una sorta di museo vivente per altro molto frequentato sia da giovani studenti che da pittori e scultori delle più diverse formazioni. Lo stato di degrado dell’aula che accoglie la scuola, che pure contiene opere che testimoniano il passaggio nei secoli di artisti di elevato valore, esprime la più recente disattenzione nei riguardi di una testimonianza storica, ma quel degrado si fa anche simbolo di una storia che cambia il volto della nostra città. In un’epoca in cui acquistano valore solo “prodotti” che corrispondano all’imperante economia di mercato, una scuola che non propone alcun “titolo rivendibile” non ha ragion d’essere, si può dimenticare, meglio cancellare. La Scuola Libera del Nudo, inoltre, ha rappresentato uno spazio in cui il confronto fra generazioni fra di loro anche molto lontane, tra persone di estrazione sociale e culturale delle più diverse, rendeva possibile un dibattito ed un confronto vitale, difficilmente riproducibile oggi in tutti gli ambiti, in primis in quello artistico. Nel farmi interprete di chi ha potuto vivere l’esperienza della Scuola, voglio denunciare la deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell’Accademia come un implicito attacco finale alla vita del Corso Libero del Nudo. Stabilire una quota d’iscrizione ammontante al doppio della retta richiesta per la frequenza ad iniziative analoghe proposte dalle scuole private non renderà ragione del valore storico e culturale di via di Ripetta, non ne sanerà il bilancio, non potrà dare ingresso all’espressione artistica nel mondo dell’economia globale. |
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