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A Mio NipoteCarlo Alberto Mariada nonno Vittorio“NON IMPORTA QUELLO CHE UNO HA, MA QUELLO CHE UNO È” Fra qualche anno, quando sarai più grande, forse sarai curioso di sapere dove sono nato, dove sono cresciuto, come ero a scuola, come ho vissuto la mia adolescenza quando ero a Porto Santo Stefano, con chi giocavo e chi erano i miei amici, quanti anni avevo quando ho imparato a nuotare, perché a causa della guerra sono sfollato a Murci (il paesino che tu conosci bene), e perché andai a vivere e a lavorare non ancora dodicenne alla “Colomba” in una famiglia non mia, che non conoscevo, e non sapevo come mi avrebbero trattato. Allora potrai leggere questi ricordi che ho scritto per te. I primi giorni sono stati per me molto tristi, mi sentivo il cuore in gola, lontano dalla mia mamma e da zia Nada (mia sorella) che tu conosci. Prima di ambientarmi ho anche pianto, per la lontananza dai miei, e non ti dico quanto ho sofferto per questo, però non mi sono arreso al destino infame della guerra. Prima della guerra, la mia famiglia stava economicamente bene. Non mi mancava niente (giocattoli, giornalini ecc.), ma dopo sono stato male, ho sofferto la fame, il pane non c’era, e così ancora bimbo, sono dovuto andare a lavorare, per mangiare; lontano dai miei, come poi leggerai, se vorrai conoscermi meglio e saper tutto quello che ho fatto, come ragazzo e come adulto, fino ai giorni nostri; questi ultimi li conosci anche tu, avendo compiuto 9 anni il mese di gennaio. Vedi, Carlo Alberto, questi ricordi che ho scritto li potevo dedicare a mia figlia Mara, la tua mamma, ma siccome a lei, da quando è stata in condizioni di capirmi e comprendermi, ho sempre raccontato la mia storia personale, li dedico a te. Spero tanto che quando leggerai questi racconti, penserai a nonno Vittorio e nonna Maria Rosa perché devi sapere, Carlo Alberto, è stata la nonna, che mi ha incoraggiato a scrivere questi ricordi, che ci riguardano entrambi, e ti faccio una confidenza che devi sapere: la mia “maestra”, la mia “consulente” è stata nonna Maria Rosa anche se ha fatto solo le elementari. Ogni pagina scritta, ogni frase o parola, ha detto la sua, così l’ho sollecitata a dire il suo parere prima di scrivere. Vedi, Carlo Alberto, i nonni Maria Rosa e Vittorio, da quando zio Walter ci ha lasciato ed è salito in cielo, hanno passato un lungo periodo di tanta tristezza e sofferenza, pregando intensissimamente il buon Dio e la Madonna Santissima, perché alleggerisse le loro sofferenze. Tramite Mara, la tua mammina, ci hanno ascoltato regalandoci il più bel dono che esiste al mondo, mandandoci te, Carlo Alberto, come un angelo venuto dal cielo. E devi sapere che sei stato proprio tu, con la tua nascita, a portare nei nostri cuori affranti ancora dal dolore, la gioia immensa e il desiderio di vivere serenamente, con la speranza di poterti vedere crescere sano, intelligente, educato e amoroso con tutti. Bello per noi già lo sei, anzi bellissimo. Ringraziamo con le nostre preghiere il Signore che tutto ciò si concretizzi e, fino a quando Dio vorrà, pregheremo per te, per mamma Mara e babbo Roberto, il buon Dio che vi guardi e vi eviti i pericoli. Ed adesso, Carlo Alberto, prendi l’impegno con te stesso di leggere la storia di nonno Vittorio, così capirai come ho vissuto e cosa ho fatto. Io ci conto. Un bacione, anzi tanti bacioni! |
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