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LA SPAGNA DI ZAPATERO E I GAY

di Ilaria Giovinazzo

CONTROVENTO

Uno spazio per chi va oltre il pensiero comune

news.bbc.co.ukHo accolto con piacere apolitico le scelte di Zapatero in fatto di tematiche sociali. Pur convinta che andrebbero effettuate ricerche sullo sviluppo psichico dei bambini cresciuti in una famiglia di omosessuali penso che si debba concedere a tutti la libertà di condividere la propria vita con chi si ama, a qualsiasi sesso appartenga la persona amata.

Il matrimonio gay è un diritto che sfonda il muro di morale ipocrita e condanna al silenzio chi, in modo superficiale, afferma che l’amore può esistere solo tra uomo e donna.

Questo modo di pensare è piuttosto gretto a ben vedere, perché considera il matrimonio finalizzato alla procreazione e di conseguenza considera l’amore solo in termini sessuali.

Non trovo un esempio di maturità lasciare questi amori “diversi” (diversi nel senso di non produttivi sul piano biologico), nell’ombra; relegati nelle soffitte mentali di una società finta puritana che le maschera e le getta nel calderone del peccato e della perversione.

Amare non può e non deve essere considerata una perversione e pretendere che un’unione tra spiriti amanti venga benedetta da Dio in una Chiesa o legalizzata in un Municipio mi sembra una cosa di una moralità disarmante, alla faccia dei biechi ipocriti magari gay occulti.

Che una riforma simile sia stata attuata in Spagna, paese cattolico per eccellenza, antica patria del moralismo di stampo inquisitorio è davvero una bella notizia. Già, davvero una bella notizia e visto che in Italia non ce ne sono, ci si accontenta di gioire per quelle che provengono dall’estero.

Pensare che una cosa del genere possa avvenire in Italia, nell’Italia di papa Ratzinger tanto più, appare piuttosto un miraggio che una responsabilità civile e morale.

Come per il diritto al divorzio, per il diritto all’aborto, anche il diritto per le coppie gay di sposarsi verrebbe visto come una putrefazione della purezza dei principi morali della società cristiana. E ci sarebbe un’orda di benpensanti stantii e ammuffiti che la condannerebbe come eresia.

Allora mi chiedo se non è meglio innalzare l’amore tra omosessuali al livello di rapporto lecito e con tutti i diritti degli altri rapporti, tantopiù sancito da regole e magari anche benedetto da una cerimonia religiosa (perché i gay sono anche cattolici a volte e ci tengono ad esserlo) piuttosto che continuare a vederlo come un’anomalia da relegare nel regno delle perversioni sessuali?

Già, in Italia serpeggia ancora questa convinzione, che l’omosessualità sia una malattia.

Indubbiamente ogni nostra scelta a livello sessuale e ogni orientamento in tale campo è condizionato dal nostro bagaglio di esperienze evolutive, quindi la scelta o la nascita di tendenze omosessuali deriva probabilmente da fatti e da eventi emotivi, psicologici, spirituali avvenuti nel corso della storia evolutiva della persona.

A volte, è vero, l’omosessualità nasce dal timore di confrontarsi col diverso, con l’altro sesso; altre volte nasce da un rapporto narcisistico col genitore dello stesso sesso; i casi sono molti.

Ma, alla fine, l’amore non si relega ad un bisogno fisico istintivo, non solo.

Uno squilibrio ormonale, come sostengono alcuni, non è una buona scusa per togliere diritti ad un tipo di amore che anche se presente in minoranza all’interno di una società di eterosessuali non ha minori prerogative dell’altro.

Lasciamo che ognuno sia libero di scegliere chi amare e come amare e che l’amore, di qualunque tipo, non debba essere sporcato di fango perché la vera immoralità consiste nel fare finta di essere un cattolico modello con moglie e figli ma che nei momenti rubati si diverte a frequentare viados e travestiti sulle strade di periferia o nei miseri alberghetti vicino alla stazione.

Perché è questo che accade in una società bigotta e ipocrita come la nostra, in cui la sincerità è un’optional e la diversità una perversione.

L’amore non deve avere né sesso né tantomeno colore politico e il diritto di amare deve essere rispettato e onorato al di là dei propri personali orientamenti sessuali e delle proprie credenze.

E’ frutto di una società cosciente e morale permettere a due persone che si amano di dare la giusta dignità al loro sentimento, anche attraverso l’atto formale del matrimonio. Ed è questa dignità che Zapatero vuole offrire alle coppie gay e per questo non posso che lodarlo.
 !  Immagini

Zapatero (da Wikipedia)

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