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UNA MELA AL GIORNO...

di Annamaria PIROZZI

MELE“Una mela al giorno toglie il medico di torno”. Cita così un vecchio detto popolare ma, sentendo le ultime terribili notizie, c’è da domandarsi quale altro “frutto” potrebbe aiutarci ad allontanare la cattiva sanità.

Abituati ai Telefilm di E.R. e all’emergenza in prima linea, o al vecchio MASH in cui dottori burloni diventano chirurghi eccezionali, ci troviamo ad affrontare una realtà molto diversa in cui un’operazione di appendicite, o due anestesie, provocano tre morti in Sicilia. Si tratta di operazioni non complesse ma di interventi di routine e la frequenza con cui sono avvenuti non può, di certo, far parlare di casualità. Cosa sta succedendo alla Sanità Italiana?

Lo scenario è molto complesso e mi pare di capire che il bubbone sia molto profondo e radicato: si parla di lottizzazioni, si scoprono falsi medici dopo diversi anni di esercizio.

Il giro dei soldi che orbitano interno alla sfera della sanità è enorme. Tanto per fare un esempio pratico ve lo ricordate Poggiolini, ex-Ministro della Sanità, la cui casa fu, agli occhi delle forze dell’ordine che la perquisirono, il nascondiglio di un tesoro analogo a quelli che si vedono nei film di avventura, dove mappe antichissime rivelano il posto segreto dei bottini appartenuti ad antichi pirati? Un pouf nascondeva centinaia di milioni delle vecchie lire, nella cassaforte erano stipati centinaia di lingotti d’oro del peso tra i 20 grami e 1 chilo, seimila sterline, altre centinaia di monete d’oro, di cui alcune di epoca romana, e ancora gioielli, diamanti orecchini, bracciali d’oro e brillanti. Tutto questo appare veramente grottesco e se penso che il capo di accusa avanzato all’onorevole fu “EPIDEMIA COLPOSA”, il sorriso sulla mia bocca scompare.

Poggiolini è stato considerato coinvolto a pieno titolo nel commercio di quel plasma che tra il 1980 e il 1990 infettò migliaia di italiani. La storia delle condanne ai ministri della sanità, tuttavia, non termina qui: Francesco De Lorenzo che ricoprì l’incarico al ministero nella XIª ( 1983-1994) e Xª (1987-1992) legislatura e ancora, come sottosegretario, nella IXª (1983-1987) e VIª (1972-1976) legislatura, fu arrestato il 12 maggio del 1994 e condannato, in primo appello, a 8 anni e 5 mesi con l’accusa di “associazione a delinquere, corruzione, illecito finanziamento ai partiti e false fatturazioni”. De Lorenzo fu accusato dal suo ex Segretario e da diversi imprenditori farmaceutici in riferimento alle tangenti che alcune case farmaceutiche gli avrebbero pagato. Anche qui poco male, si fa per dire, se si trattasse solamente di concussione! Il problema è, però, che De Lorenzo, insieme a Cirino Pomicino, allora Ministro del Bilancio, e al Ministro della Pubblica Istruzione, Bianco, presentarono alla Camera dei Deputati, il 7 settembre 1990, la relazione introduttiva tecnica del disegno di legge “Obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite virale B” in cui, appunto, con cifre deliberatamente errate, si richiedeva l’obbligo del vaccino contro l’epatite B: l’Energix B. I possibili effetti collaterali riportati nelle note esplicative dalla stessa ditta produttrice mettevano in guardia i medici circa il possibile verificarsi di sincope, paresi, neurite ottica, sclerosi multipla, convulsioni e ancora, broncospasmo e sintomi similasmatici; ebbene quasi una mela simile a quella della strega di Biancaneve.

L’Energix B è solo uno dei farmaci oggetto di indagine, molti altri sono causa di effetti collaterali. L’ultimo in ordine temporale è la pillola abortiva che, nonostante alcuni casi di espulsione parziale del feto con conseguente emorragia e il parere contrario dell’attuale Ministro della Sanità, continua ad essere sperimentata a Torino.

È così che, nel frattempo, si organizzano meeting di aggiornamento professionale in fantastiche città turistiche di fama internazionale nei quali il medico, con famiglia a carico, è invitato a partecipare, in maniera totalmente gratuita ed a spese delle aziende farmaceutiche. E’ in queste situazioni e contesti che, sembra, finalmente, si trovino le panacee per qualche forma di malessere o disturbo fisico.

Purtroppo, tutti, abbiamo dimenticato la “mela”, uno dei rimedi naturali utilizzati dai nostri antenati per curare le malattie dei propri cari. C’è da chiedersi se non sia il caso di tornare indietro, una volta tanto, per riappropriarsi nuovamente di antichi rimedi (saggezze) popolari e, perché no, scoprire, magari, quel famoso “frutto” contro la malasanità con il quale poter guarire, forse, tutti i nostri mali.

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