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| Tutt’altro che pace è quella esplosa in questo periodo tra laici e cattolici sul tema delle coppie di fatto. L’iniziativa di Prodi ha messo in evidenza il bivio tra la società e la morale cristiana. L’argomento è, da questo punto di vista, esemplare. La nostra società è fortemente laica, per lo più di noi, lo sono glia ambienti in cui lavoriamo, studiamo, ci divertiamo e per la maggior parte del tempo, solo in pochi momenti della giornata o qualche ora delle feste comandate usciamo da questa laicità e veniamo pervasi dalla fede religiosa e dalla comunione eucaristica. Può, quindi, essere naturale che gli aspetti sociali ci siano più familiari rivestendo un’importanza primaria, e al contempo apparirci invasivo l’intervento del Vaticano, tuttavia è necessario esaminare le posizioni cercando di evitare strumentalizzazioni politiche ed estremistiche.
Premesso tutto ciò ritengo che la nostra società attuale, in maniera sicuramente più prevalente in quella dei paesi più industrializzati, stia subendo un cambiamento negli aspetti della conduzione di vita, dati alla mano, una coppia preferisce convivere, molte volte, tuttavia non è di preferenza che si può parlare piuttosto di necessità, ed è per questo motivo che si stabiliscono una miriade di forme di vita di coppia o, meglio, di vita aggregata. Una persona anziana o affetta da handicap trova nella sua/suo badante il conforto umano e la forza di continuare , gruppi di stranieri, in fuga dal proprio paese, si aggregano in nuclei per condividere spese di un’abitazione del cibo e per la propria sicurezza, un uomo o una donna con dei figli, avuti da un precedente matrimonio, hanno grosse difficoltà a sposarsi nuovamente, fino ad arrivare alle forme di convivenza meno naturali, quali quelle delle coppie omosessuali. E’ da dire che l’attuale regolamentazione italiana, e con ciò intendo quelle norme che si applicano nelle istituzioni pubbliche: scuole e ospedali, è molto da ostacolo a ogni forma citata prima sia per quelle che ormai sono state accettate dalla comunità sia per le più estremistiche che risultano emarginate a tutto tondo. E’ infatti da domandarsi se rientri nei canoni di civiltà , il diniego imposto a una persona di stare vicino al letto di un ospedale dove il suo convivente giace sofferente, semplicemente perché non esistono vincoli di parentela o, ancora, che una donna perda l’abitazione e ogni altro bene dopo la morte dell’uomo con cui aveva vissuto e che per motivi o volontà non l’aveva sposata. E’ vero che queste domande costituiscono spunto di profonda riflessione ma possiamo da qui arrivare a parlare di matrimoni tra coppie gay? Ebbene, credo che sia troppo azzardato. Non era intenzione di Prodi, come lui stesso ha tenuto a precisare più volte, arrivare a immaginare questo obiettivo ma è pur vero che qualcuno non aspettava altro per approfittare dell’ondata favorevole scatenando, in tal modo, la reazione dei cattolici e del Vaticano. Il contrasto, infatti, è netto proprio su concetto di matrimonio tra coppie omosessuali, non lo è invece sulla revisione di quelle norme che sono contrarie ai concetti di civiltà e di carità cristiana. Lo stesso cardinale spagnolo, Julian Herranz, che ricopre, in Vaticano, un ruolo paragonabile a quello del ministro di giustizia, parla di rispetto di diritti umani e invita, in tal senso, i legislatori e i giuristi a lavorare perché questi diritti possano essere operativi nell’immediato futuro, tuttavia è attento alla distinzione tra famiglia e un patto che può essere sottoscritto tra le coppie di fatto. La mia idea è molto vicina a quella del cardinale, bisogna immediatamente correggere quelle storture che provocano, nei casi presentati prima, conseguenze non accettabili né dal punto di vista sociale e tanto meno da quello cristiano. Circa il matrimonio tra coppie gay, non ho ancora una posizione definitiva ma se mi è permesso ho ancora qualche perplessità, tra queste la più evidente è in materia di adozioni. Il diritto dell’adozione potrebbe essere il passo consequenziale alla richiesta attuale ma, in tal caso, il dubbio che mi assale è relativo alla reazione di un bambino alla consapevolezza della diversità della propria famiglia rispetto a quelle dei propri compagni di scuola. Si deve, perciò, fare molta attenzione per evitare che quella libertà, che si rivendica per la possibilità di sposarsi tra omosessuali, si infranga quando la si vuole estendere a situazioni in cui a decidere dovrebbe essere qualcun altro. |
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