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| Il Papa è Rock e Zapateros è lento, il nuovo IN/OUT che Celentano ha lanciato è basato sil ritmo musicale. Una suddivisione netta che, conoscendo il molleggiato, rende evidente quali siano i suoi concetti di positivo e negativo. Al di là, comunque, di questa classificazione, la trasmissione del giovedì sera è scesa come una ghigliottina a tagliare la monotona TV spazzatura dei reality. E’ un Celentano predicatore/padrone del palcoscenico capace di affrontare problemi quotidiani con estrema efficacia senza girare intorno agli argomenti ma affrontandoli di petto. La sua musica interviene a rafforzare i concetti coinvolgendo il pubblico come in una curva da stadio. Migliorato sicuramente nella dialettica, sempre fantastica la sua voce e frenetici i suoi passi di danza corrobora questi suoi punti di forza diventando una spalla eccezionale per i suoi ospiti mai a disagio di fronte alla platea. Una trasmissione, insomma, controcorrente rispetto ai narcotizzanti telefilm della nobile di Rivombrosa, reality del ballo o da prova di sopravvivenza o dei comic shows che entrano nelle nostre case negli orari di maggiore audience. Uno spettacolo che, ha, comunque, dato fastidio a molti e per tanti motivi, a cominciare dal compenso che è andato al protagonista: circa 350.000 euro per puntata, per continuare dall’etichetta di libertà televisiva che gli è stato attribuito, come a voler rivendicare, da parte dei contestatori, una comproprietà del titolo. Tutto ciò è perfettamente vero ma quanto è diverso lo stipendio dell’ammutinato Paolo Bonolis o della regina dei reality Simona Ventura? Sarebbe più opportuno riflettere sul volume dei soldi che in generale girano intorno ai VIP televisivi piuttosto che usarlo solo in determinati momenti e per convenienza. Per quel che riguarda la rivendicazione sulla comproprietà dell’etichetta di televisione libera è piacevole assistere a una querelle che vede coinvolti così tanti personaggi, sul fatto, comunque, che siano sufficienti già loro e che non sia necessario un altro paladino (vedi dichiarazione di Bruno Vespa in Matrix), ebbene lasciatelo giudicare al pubblico, personalmente ritengo sia meglio uno in più a lottare per la libertà di espressione piuttosto che affermare a modo di Animal Farm che il gruppo dei giusti è già al completo. |
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