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atica di Cultura e Attualità
Autorizzazione Tribunale di Civitavecchia n. 03/05 del 04 Marzo 2005
Anno 1 - Numero 4 del 27 Giugno 2005


I Cavalli Alati di Tarquinia saranno presto restituiti al pubblico
Mercoledì 20 luglio alle ore 10,30 verrà riesposto al pubblico, nel suggestivo Salone delle Armi al secondo piano del Museo Nazionale Tarquiniense, il celeberrimo altorilievo fittile dei “Cavalli Alati” il cui restauro si è concluso. L’altorilievo, assurto ormai a simbolo della città di Tarquinia, è tra le opere più importanti e significative dell’arte etrusca di età tardo classica e compare in tutti i manuali di storia ed arte etrusca. Lo rinvenne nel 1938, in più di cento frammenti, l’archeologo Pietro Romanelli nel corso della campagna di scavo che riportò in luce sulla Civita di Tarquinia, sede dell’antica città etrusca, i resti del tempio dell’ ”Ara della Regina”, il più grande dei templi etruschi ad oggi conosciuti. La lastra di terracotta (alta cm 114 e larga cm 124) decorava il frontone del grande edificio sacro ed era applicata alla testata di uno dei travi portanti del triangolo frontonale. segue
Foto © Ingrid Reindell – Restauratrice dei Cavalli Alati di Tarquinia
1938 - Reminiscenze letterarie relative al ritrova
mento dei Cavalli Alati
l'Articolo è stato pubblicato su il Mensile "Proposta"
di Annamaria Pirozzi
“Tutto è ora qui muto, la terra solo nasconde
il passato e le passate glorie.”
George Dennis da The Cities Cemeteries of Etruria
Il cospicuo patrimonio archeologico che ha reso celebre Tarquinia presso gli scrittori, i viaggiatori e gli eruditi del mondo intero riecheggiano ancora oggi nelle solitarie e ventose distese della Turchina ove si elevano con piccole cime rotondeggianti di calcare il Pian della Civita e il Pian della Regina.Il sito della Civita si è mantenuto integro, abitato soltanto da pastori e attraversato da greggi, questo luogo appare al visitatore di una sacralità estrema, quasi un paesaggio lunare dove brulle distese di ferule si alternano a “brusche macchie”. La presenza delle anime degli abitanti che vissero questi luoghi sono ancora percettibili tra i resti delle fondazioni delle mura degli edifici, un tempo ricchi e costruiti con materiale pregiato. segue
Tutti i sogni possibili…

1.200 espositori. 225.000 visitatori. Oltre 200.000 i titoli (di cui 36.000 q
uelli per ragazzi) proposti al pubblico per un totale di 1.500.000 volumi. Case editrici in rappresentanza di 23 paese stranieri. 800 i convegni e gli incontri che hanno coinvolto circa 1.500 ospiti tra autori, esperti e moderatori. Oltre 100 le testate giornalistiche accreditate. Più di 94.000 i visitatori in rete che, nei venti giorni antecedenti l’apertura, hanno preso contatto con il sito della Fiera del Libro torinese. Non meno eclatanti i dati che emergono dai settori più strettamente professionali come il Book Production Chain (BPC), dedicato ai fornitori di tecnologie e agli stampatori, e l’International Book Forum (IBF), lo spazio “business to business” riservato agli operatori nazionali ed internazionali per la contrattazione dei diritti editoriali. Qui, oltre 1500 sono stati gli incontri ai quali hanno partecipato più di 100 editori stranieri. Altre conferme importanti provengono anche dal Book Film Bridge (BFB), il mercato per il commercio dei diritti tra editoria, produzione audiovisiva e nuovi media. 150 le società che vi hanno partecipato, tra cui 48 case editrici e 102 società di produzione. Oltre 270 i professionisti provenienti dal mercato europeo e americano, 33 i progetti di lancio (pitching) di documentari e cartoon. Questa la punta dell’iceberg dei grandi numeri della Fiera Internazionale del Libro di Torino, ormai ai vertici europei del settore e consacrata dall’Unesco per il 2006, Capitale Mondiale del Libro. Così, questa città, raccoglie i frutti del lavoro di anni, compiuto dalla Fiera, per diffondere l’amore per i libri e la lettura.
Il commento di Gicar
“Tutti i libri del mondo. Non è un sogno”. A manifestazione conclusa ed a risultati raggiunti, il messaggio pubblicitario diventa quasi un motto a porre l'accento sul successo dell’iniziativa “Lingua Madre” che ha portato a Torino decine e decine di scrittori da tutto il mondo che lavorano sul patrimonio delle proprie tradizioni e radici culturali. Ed al “sogno”, l’edizione 2005 della Fiera, ha dedicato ampi spazi prevedendo incontri con i protagonisti della cultura contemporanea, scrittori, registi, uomini di scienza ed architetti. Sotto i riflettori di una passerella infinita, ad interpretare tutti i sogni possibili, sono passati nomi noti e non: dal Presidente del Senato Marcello Pera al Ministro delle Attività Culturali Rocco Buttiglione. Dai Presidenti ed i funzionari delle regioni, ai Sindaci di città importanti. Uomini Politici e del mondo dello spettacolo. Autori di best seller ed autori mai sentiti. Grandi e piccoli editori. Grandi e piccole distribuzioni. Ma quel “sogno”, che Torino ha interpretato, occorrerebbe vederlo anche filtrato dagli occhi un po’ miopi dell’esordiente che tanto giovane poi non è più, perché tardi è arrivato a scrivere un libro e che di mestiere lo scrittore non fa. Lui, in mezzo ai grandi, con il suo nome sconosciuto sbattuto nei programmi ufficiali per la presentazione di un lavoro che è tutta la sua vita, mentre si aggira tra i padiglioni del Lingotto senza che nessuno gli stringa la mano per un complimento anche falso. Senza che nessuno lo riconosca o faccia caso a quel pass, con sopra scritto autore, che in maniera ostentata porta sulla giacca quando acquista i capolavori degli altri negli scintillanti stands di Mondadori, Feltrinelli, Laterza, Garzanti, Giunti e poi Rizzoli. Credo sia difficile immaginare quale possa essere il suo stato d’animo specialmente quando, nel far ritorno presso il suo piccolo editore, sempre alle prese ed a lottare con le distribuzioni, vede qualcuno prendere in mano il suo romanzo e l'hostess a dire all’acquirente «Le presento l’Autore!». In quel preciso momento, nonostante il cuore gli stia scoppiando, con naturale freddezza riesce a sfoderare una penna per imprimere, su quella copia, la sua dedica firmata che forse nessuno voleva. E quando poi i microfoni si accendono, perché l’ora della presentazione del suo libro è giunta, davanti ad un pubblico importante la voce per un attimo gli cede, traballa e diventa rauca tanta è l’emozione, per lui, di essere lì. La platea, in quegli istanti, potrebbe essere anche vuota, ma lui, un giorno, potrà sempre affermare e ricordare che a Torino quell’anno c’era, grazie ad un editore indomabile che, se pur indipendente dai suoi colleghi maggiori e senza false promesse, era stato capace di credere nei suoi sogni più di lui! Torino in fondo è anche questo, se non soprattutto questo alla pari della signora Elena Errico (torinese), la più anziana visitatrice della Fiera che, a 105 anni, non è mancata la voglia e lo spirito di comprare un romanzo …per ancora sognare!

Il brano che segue è un dono di Anna Perrino, fondatrice e presidente dell'Associazione Culturale e Letteraria Aquigena, curatrice della Rubrica *Oltre il Sogno... la Fiaba della Vita* che dal numero 5 sarà ospitata su Oltrepensiero.it
di Anna Perrino
*Un sogno può essere solo fantasia, a volte la proiezione di un bisogno così come la necessità di avere appigli. Ma può anche essere il linguaggio con cui l’anima racconta il suo percorso, venendo a te in vesti che tu possa riconoscere… costruendo immagini perché tu possa vederle, leggerle e raccontarle.
Ma, soprattutto, perché tu possa provare a costruirle usando per esse, un giorno dopo l’altro, tutti i mattoni della tua realtà. E’ un orizzonte, un sogno, di cui tenere il ricordo dentro al cuore e verso il quale muoversi e camminare. E’ un foglio bianco sul quale disegnare, con una penna, i pastelli e una matita il quadro che poi chiunque incontrerai ammirerà e nel quale chiunque potrà se lo vorrà e se tu lo vorrai, entrare e contribuire a colorarlo meglio o a disegnare qualcosa che sarebbe stato mancante, diversamente… senza un nuovo incontro.Un sogno lo si svela in un sorriso, in uno sguardo che pur stando vicino guarda distante verso quell’orizzonte, però ci guarda così profondamente da conquistare anche gli sguardi altrui mostrando anche a chi non ci aveva mai pensato l’esistenza di un mondo sconosciuto ma vivo e vivibile, che solo lo si voglia. Condivisibile. La vita può diventare la più bella delle fiabe, e non perché rientri in un’idea di perfezione, in uno standard o in un canone che sembra rappresenti la bellezza… ma perché è viva, in tutto è sempre vera… e perché è tua, da respirare istante dopo istante ed è di tutti, allo stesso tempo.
*Tratto da: E, tra le mani, un sogno... Anna Perrino
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Retrospettiva di un evento
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"FOCUS - Fiera del Libro di Torino e ...Dintorni"

di Raffaele Calafiore
Anche questa Fiera, con tutto il suo bagaglio di bigliet ti da visita scambiati, strette di mano, sorrisi elargiti anche quando non se ne aveva proprio voglia sopraffati dalla stanchezza e tanto altro, si può dire alle spalle. Ormai rientrati da Torino, dopo aver smaltito lo stress e le stanchezze accumulata in quei giorni frenetici, con calma si passa in rassegna la documentazione ed i contatti presi durante la kermesse. Si sfoglia, si archivia, si fa una telefonata e si continua a sognare. Si, sognare,dando prosieguo nel nostro piccolo quotidiano, al tema che ha caratterizzato la kermesse di quest'anno.

GIALLO E NOIR DI SABINA MARCHESI - Case Editrici
- Non Solo Parole Una Scommessa sul Mercato Editoriale [01/05/2005] Ecco come questa dinamica realtà editoriale si pone nei confronti di un mercato forse molto agguerrito, ma sicuramente pieno di lacune da colmare.Segue
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di Stefania Sabatini

Anche quest’anno, la Fiera internazionale del Libro di Torino ha voluto sorprendere i più piccoli con una serie di iniziative e nuove proposte pensate apposta per il loro mondo. Tra queste non può sfuggire “Fuorilegge”: il giornale dei ragazzi in Fiera. Per due anni questo giornale è stato on-paper, quest'anno invece è on-line e naviga in rete. Come accaduto anche in passato, delegati a raccontare quel che accade in Fiera sono state le ragazze e i ragazzi delle scuole medie torinesi: quelli delle Scuole Fermi-Peyron e Antonelli in particolare.
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dI Fabio Mariani
Piazza Castello e il Palazzo Reale, la Mole Antonelliana. Il Po che accarezza la città. Il centro storico pieno di locali. Gente di ogni nazionalità che affolla la zona della stazione da il senso della città multirazziale. Sullo sfondo le Alpi a proteggere la città. Torino è cambiata e sembra un cantiere in continuo movimento. Sta subendo una trasformazione, sta cambiando la sua vocazione, da città industriale a storico-artistico-culturale con un'anima volta alla modernità. E' stata la capitale di un regno, è stata la prima capitale dell'Italia unita e lo vuole ricordare ai più che se ne sono dimenticati. Si sta rifacendo il look che potrà sfoggiare alle prossime Olimpiadi invernali del 2006. Emozionata e frenetica sta preparando questo evento con l'accortezza, l'efficienza e la creatività dei piemontesi. I XX Giochi Olimpici Invernali porteranno Torino, la sua Provincia e il Piemonte alla ribalta mondiale.
Un evento straordinario che interesserà 2500 atleti che si sfideranno in 15 discipline di scena sulle montagne, nelle valli e nelle infrastrutture d'avanguardia realizzate per accendere la "fiamma di Olimpia" sotto le Alpi, a Torino. |
di N. Mirò
Nel 2006 Torino, con Roma, sarà anche la Capitale Mondiale del Libro. L’investitura del prestigioso titolo è stata assegnata dall'UNESCO; tale evento esprime la volontà di voler suggellare che Sport e Cultura sono i due pilastri su cui viene teso l’arco dei Valori dell’Olimpismo. Le Olimpiadi della Cultura sosterranno e daranno impulso ulteriore alle aspirazioni più alte dello spirito Olimpico dei giochi invernali di Torino 2006 nel periodo 2006-2007. Il cartellone di eventi propone, per le Arti Visive, 12 grandi eventi di arte contemporanea, con artisti di fama internazionale, per il Teatro e la Danza sono 7 gli eventi principali che includono compagnie e grandi nomi, per la Musica, 2 grandi opere di Puccini, La Bohème e la Manon Lescaut, a cui si aggiungono più di 20 Concerti di musica classica, contemporanea, d’autore e world music, per il Cinema, una Retrospettiva del Grande Cinema Italiano con autori e attori memorabili, per la Letteratura, sono in calendario 5 cene letterarie proposte dal Premio Grinzane Cavour nei ristoranti delle sedi Olimpiche e … ancora …. incontri, convegni, dibattiti che proporranno interventi di scrittori, giornalisti e opinion leader.
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di Annamaria Pirozzi
Che cosa spinge un artista che ha all’attivo varie esperienze lavorative che vanno dal teatro, cinema TV, regia, radio, cabaret, animazione e teatro di strada ad “occuparsi” anche di Libri?
I libri per me sono una passione vera e propria, mi piace molto leggere, mi piace molto il rapporto che si crea col libro e poi nel mio lavoro se non leggi non puoi andare avanti, oggi è improponibile la figura dell’attore istintivo che non studia e non legge. I libri sono la memoria, un qualcosa che è presente, prima e dopo di noi. Leggere un libro è un momento “intimo”, dove riesci a creare un rapporto tra te e l’autore. Quando ho messo in scena lo scorso 23 maggio al Teatro bellini di Napoli “La periferia, la crescita e la marginalità” che detto così sembra il titolo di un convegno più che di uno spettacolo, ho pensato proprio a quest’intimità, gli attori mentre leggevano i brani dei libri di Federico, Gabbanelli, Mallozzi e Musella, erano in una sorta di penombra, le luci non erano molto forti, poi c’era la musica, principalmente in sottofondo, ma in alcuni momenti diventava forte, diventava un tutt’uno con le parole che uscivano dalla bocca degli attori, ho cercato di ricreare l’atmosfera che posso ricreare a casa mia mentre leggo e credo che la cosa sia arrivata al pubblico, che ha apprezzato molto la serata.
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di Carmine Federico
Che cos'è questa scrittura di cui non posso fare a meno?Che mi agita,mi tormenta,mi stanca,ma poi mi rende felice? Scrivere per me è stato ed è una necessità. Adolescente iniziai a scrivere,poi non ho più smesso. Mi fermo sulle parole,le fisso,poi le modello,cercando un senso del reale. Scrivo di sogni e di bisogni. La memoria è il mio baule,dove ci sono fogli bianchi,cartacce impolverate, foto strappate, anime lacerate, sorrisi, volti. Intorno al baule c'è il magma creativo,l'immaginazione dalle mille ali. Io scrivo immaginando e creando le storie che sono dentro di me.
di Carmine Federico
"Disonora la madre"è un libro sull'adolescenza negata . È lo scontro quotidiano tra una madre ossessiva ed un primogenito disamato. Il dramma nasce con la morte improvvisa del padre, cui segue una burrasca familiare che pone la figura del figlio in una continua lotta con la realtà. Il romanzo ora ironico,ora lirico e tenero,ora crudo, dà espressione a emozioni vere e profonde,attraverso vicende e personaggi che conducono prematuramente il protagonista sia ad una crescita di se stesso sia ad una propria consapevolezza del mondo.
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di Donatella Placidi
Parlare del quotidiano in un romanzo è piuttosto facile, perché vuol dire parlare di qualcosa che si conosce molto bene, con cui ci si rapporta tutti i giorni, da sempre.Non è altrettanto facile, però, catturare l’attenzione di un lettore, che magari spera proprio grazie alla lettura, di dimenticare la quotidianità e di evadere anche solo per un po’. Non a caso generi letterari come i gialli, i noir o la fantasy, stanno avendo successo, per non parlare poi dei best seller di stampo americano che racchiudono miscelati quegli ingredienti fatti apposta per avvincere il lettore: supereroi, qualche morto ammazzato, avventura, sesso, intrighi, luoghi esotici ecc. E in più una bella copertina colorata e un prezzo abbordabile.A questo punto perché mai un autore dovrebbe continuare a scrivere storie che accadono soprattutto dentro, e per di più strettamente legate al quotidiano?
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di Francesca Benucci
I sogni da sempre hanno accompagnato la storia dell'umanità. Si può senza dubbio affermare che non vi sia popolo che non si è avvicinato ad essi con timore, a volte con speranza ed altre con riverenza.Il più antico libro sulle visioni oniriche,il “Libro dei sogni ieratico” ( nell'antico Egitto lo ieratico era la lingua sacra per antonomasia), fu redatto in circa nel 2000 a.C.. Si tratta di un testo di consultazione, per usare un termine moderno, o meglio un “dizionario dei sogni” dove si potevano trovare spiegazioni e interpretazioni. Nell'antico Egitto i sogni ( parola tradotta con il termine “reset”) rappresentavano un modo per comunicare col mondo dell'oltretomba.
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di Annamaria Pirozzi

Lingua Madre, la novità della XVIII Edizione della Fiera del Libro, è un progetto che nasce in cooperazione con la Regione Piemonte e la Fiera Internazionale del Libro, un ideale proseguo dell’iniziativa “Terra Madre” proposta nel 2004 da Slow Food in occasione del Salone del Gusto 2004, allorquando cinquemila contadini hanno esposto a Torino le loro colture, diventando protagonisti in uno straordinario scambio. È Erica Gai , per la Regione Piemonte, che ha curato la sezione di maggior successo della Fiera del Libro di Torino del 2005.Circa cinquanta scrittori, di nazionalità diverse, accomunati dall’amore per la cultura e per la tradizione del proprio Paese si sono alternati in incontri “diretti” con i lettori e gli studenti.
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di Giulio Carra
Danza e scrittura. Movimenti e parole. Sillabe e musica. Tintinnii di campanelli e …la fantasia vola! E’ una delle tante “magie” di Torino, di questa fiera del libro che sa amalgamare e miscelare eventi diversi tra loro in un contes to solo apparentemente fatto di formalismi. Si rimane quasi incantati, passeggiando nei padiglioni del Lingotto tra i corridoi delimitati dagli stand delle case editrici, per quel continuo scivolare da una situazione ad un'altra tra libri, concerti, riprese televisive, convegni e presentazioni. Fino poi ad entrare quasi in un’altra dimensione, sospesa tra l’onirico ed il reale, se ci si imbatte in una esibizione di danza classica indiana. Un’inaspettata sorpresa. E’ quello che è accaduto negli spazi della BillBook, una delle più note distributrici librarie, dove un’artista romana, Marzia Colitti, con lo sguardo, i gesti e la sinuosità di movimenti tipicamente orientali ha incantato e rapito l’attenzione dei visitatori, irrimediabilmente attratti anche dall’espressione serena e distesa del suo volto. |
di Donatella Placidi
Il 28 maggio a Bologna, presso la sala ATC di via S.Felice, si è tenuto il Delos day, consueto appuntamento dell’associazione culturale e casa editrice Delos Book con i suoi lettori per presentare le nuove iniziative editoriali, e per premiare i vincitori dei concorsi letterari organizzati dal suo staff: il Premio Alien per la fantascienza e il Premio Lovecraft per il fantastico.Un pubblico giovane di appassionati della letteratura “di genere” ha seguito con attenzione l’evento, mentre gli autori dei racconti premiati e segnalati si avvicendavano sul palco a ritirare i premi.Ai lati della sala un buffet, e le varie pubblicazioni di Delos Book. Al termine delle premiazioni, riusciamo a fare una breve chiacchierata con Franco Forte e Gianfranco Viviani. Quest’ultimo è da pochissimo entrato nello staff della casa editrice milanese Delos Books, di cui Franco Forte è il direttore editoriale, dopo un’esperienza di oltre trent’anni nel mondo dell’editoria. Ha fondato nel 1965 la casa editrice Nord, che, con le collane Cosmo Argento e Cosmo Oro, per decenni ha sviluppato e promosso la letteratura fantascientifica in Italia. GianfrancoViviani racconta che « i motivi di questa scelta sono legati alla voglia di ricominciare, di mettersi in gioco, e all’amore per la sfida che questa nuova avventura editoriale per lui può sicuramente rappresentare » .

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VIAGGIO DA TORINO A ROMA, CAPITALI MONDIALI DEL LIBRO
di N. Mirò
Da Aprile 2006 ad Aprile 2007 Roma e Torino saranno Capitali Mondiali del Libro. Il prestigioso riconoscimento conferito dall'UNESCO passa, dopo Alessandria d'Egitto, Madrid, Nuova Dehli, Anversa e Montreal, all’Italia.Il tema conduttore dell’evento che vede coinvolte Torino e Roma è il "linguaggio dei segni". La Città di Roma ha in programma la realizzazione di nuovi eventi mirati e pensati appositamente per l’occasione a cui aggiunge le manifestazioni già in atto quali il Festival delle Letterature, già alla sua 4a Edizione.
Il "linguaggio dei segni", ideato da Irene Amidi, gioca sui segni d’interpunzione e si propone un intero anno di eventi e di incontri: convegni, dibattiti, letture, spettacoli. Una festa in contemporanea al Nord e al Centro d’Italia che coinvolgerà autori ed editori, librerie, biblioteche, associazioni, personaggi della cultura mondiale in uno scambio di parole, lingue, storie e esperienze, negli “spazi aperti” dalla letteratura all'arte, dalla scienza alla musica; il libro e le culture viste a 360°. Le Olimpiadi della Cultura, che supporteranno i Giochi Olimpici Invernali di Torino, avranno un prosieguo nazionale, nel corso del 2006 e del 2007, con questa ulteriore opportunità Culturale a Torino, ma anche a Roma.
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I Festival della Letteratura Viterbese
di Stefania Sabatini
Dal 14 al 19 giugno scorso, nell’ambito dell’estate viterbese, si è svolto con grande successo di pubblico il primo Festival della Letteratura Viterbese, organizzato dalle Officine Malatesta con la collaborazione della rivista Etrurialand. La rassegna ha dato spazio e visibilità ai piccoli editori, troppo spesso eclissati dalla grande distribuzione e dalla mancanza di spazio sui mass media e ha permesso al pubblico, assistendo a performance e reading sui testi, di avvicinarsi ai prodotti editoriali della Tuscia per conoscere da vicino gli operatori culturali e gli autori viterbesi. |

Il saggio "L'applauso interrotto - Poesia e Periferia nell'opera di Massimo Troisi
Il saggio "L'applauso interrotto - Poesia e Periferia nell'opera di Massimo Troisi" di Eduardo Cocciardo, NonSoloParole Edizioni – 2005 sarà in Libreria agli inizi di luglio. L'opera si pone l'obiettivo di colmare una grave lacuna bibliografica circa la figura artistica e l'operato di un'artista prematuramente scomparso. "L'applauso interrotto" è quello a cui siamo costretti, orfani di un'acclamazione che sarebbe continuata nel tempo dinanzi ad un artista in piena evoluzione. Il testo di Eduardo Cocciardo sarà presentato in anteprima nazionale all'interno della X edizione del Premio Massimo Troisi che si terrà a San Giorgio a Cremano dal 30 giugno al 10 luglio 2005.
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