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Apparentemente non fa male
Ma quando è totale
Immensa, dettata da vero disinteresse
O odio, o peggio, invidia
Un’invidia irragionevole, cattiva
L’invidia di chi ti odia tanto per odiare
Senza sapere nemmeno perché
E non è mai pago delle tue pene
E non si fa capace delle tue speranze
L’indifferenza di chi hai amato
Del passante sconosciuto
Di quello che ti lavora accanto
E di colui che conosci da sempre
Indifferenza per le tue disperazioni,
il silenzio per i tuoi successi
Forse è proprio questa ,quella che fa più male
Quando qualcosa va bene,
desideri condividere la gioia
Se nessuno di quelli che hai amato vi partecipa
Vuol dire che sei proprio solo
Quando devi dirlo ad estranei ,
sperando che ti danno un po’ di calore
Vuol dire che è proprio inverno
Ma una parola buona detta d’istinto
Da qualcuno che non conosci
A volte, ti dà il coraggio di lottare ancora
Magari anche con la speranza di vincere
Ma non può mai rispondere alla domanda che ti torna alla mente
Incessante, martellante
Perché?
Perché nessuno mi vuole più bene?
Abbiamo passato giorni, mesi, anni
Conversando amabilmente
Giocando a carte o lavorando
Le cose ti sono andate male
Hai commesso delle sciocchezze
Le stai pagando a duro prezzo
Ma loro, coloro che hai amato
sembrava ti volessero bene….
non sei forse più la stessa persona?
Quando perdi una partita con la vita
perché devi perdere anche
amici, conoscenti, amori e amanti?
Se ti abbandonano quando ti va male, forse, quando tenti di risollevarti
Un po’ saranno contenti,
ma no…
Forse prferivano vederti strisciare,soffrire, pregare e supplicare
A loro non piace che tu riazi la testa
Quando non trovi nessuno ,che sinceramente, ti abbraccia felice di una tua speranza
È davvero inverno
L’indifferenza, credo proprio, sia peggiore dell’odio
Comunque è una sua parente molto stretta
Contro l’odio ti ribelli, combatti
Contro l’indifferenza
che puoi fare se non tacere?
Credo che l’indifferenza per il male sia cosa grave
Quando ti torci nel letto per un dolore fisico o morale,
e chi ti abita accanto
Si chiude in salotto,accende la tv e legge il giornale
Quando non ti porta un bicchier d’acqua e non ti chiede come stai
Come non te lo chiedono gli altri
Quelli che non ti telefonano più
Che non ti cercano più,
che ti lasciano marcire nella tua disperazione
Quando ti accompagnano all’ospedale
e ti lasciano davanti alla porta,pur sapendo che non puoi camminare
quando i tuoi polsi tagliati, vengono volutamente ignorati
allora forse è giunto il momento di arrendersi all’evidenza
ma no, tu speri ancora che non sia così
non fai caso al silenzio del telefono
allo sguardo di ghiaccio che ti accompagna mentre arranchi,
in cerca di un appiglio
e incespichi
e cadi
e rompi quello che ti circonda
ma poi ti succede qualcosa di bello
e allora lo gridi al mondo
come a dire che esisti ancora
qualcuno ti fa i complimenti
per educazione
li hai chiesti tu
ma chi doveva abbracciarti
chi avrebbe dovuto dirti
dai che ce la fai
è rimasto in silenzio
e tu stupida che glielo hai detto
mendicando una parola buona e un sorriso
il silenio che avvolge la tua emozione e la tua gioia è come uno sparo
ti colpisce proprio in mezzo al petto
ma tu non sanguini neppure
forse stai acquistando anche tu
l’odiosa indifferenza.
Indifferenza al dolore,al tuo dolore
Alla delusione,ma solo a quella tua
E ti metti a cantare, per sentire un rumore
Canti peggio di prima
È tanto che non lo fai
Forse è meglio pregare
Anche questo forse non lo sai fare
Ma una cosa la capisci,quando non hai più
Un essere umano che si ricordi di te,
quando solo il tuo gatto ti da una mano
e il tuo cane ti riempie di baci
allora capisci che c’è bisogno di Dio,ma non ti accorgi, che è proprio Lui,il primo indifferente
che ha lasciato morire suo figlio senza una carezza, senza una parola
allora ti rivolgi ai Gesù della terra
ai tanti Gesù che come te, non sanno più cantare
e di colpo ti senti felice e non ti importa più
che Dio e gli uomini ti umilino,che tu sia sola, stanca
che i denti non siano più quelli di una volta,
che le gambe siano intorpidite
e le mani doloranti
sei felice perché il tuo cuore ancora sa gioire
che la tua mente sappia sperare
che tu ancora, sappia soffrire,soffrire per i Gesù della terra
E non ti senti più sola
e hai pietà per gli indifferenti, che non sanno quanto sia bello partecipare
condividere
amare.
Maria Vittoria Morokovski
www.marco3000.altervista.org |
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Maria Vittoria Morokovski |
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Maria Vittoria Morokovski

scrive romanzi, racconti, soggetti e sceneggiature, traduce dal russo e dal francese, preferibilmente testi letterari, è laureata in lingue e letterature straniere, per molti anni interprete e traduttrice indipendente, come consulente esterna, per varie case Editrici, per uffici turistici, per riviste medico-scientifiche, per l'Istat, per l'Hermitage, per la NuovaPignone, per la Snia Enginering. Maria Vittoria Morokovski cerca editori che pubblichino le sue opere, è disponibile anche a tradurre testi.
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