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L'INDIFFERENZA E I GESU' DELLA TERRA

di Maria Vittoria Morokovski

Apparentemente non fa male

Ma quando è totale

Immensa, dettata da vero disinteresse

O odio, o peggio, invidia

Un’invidia irragionevole, cattiva

L’invidia di chi ti odia tanto per odiare

Senza sapere nemmeno perché

E non è mai pago delle tue pene

E non si fa capace delle tue speranze

L’indifferenza di chi hai amato

Del passante sconosciuto

Di quello che ti lavora accanto

E di colui che conosci da sempre

Indifferenza per le tue disperazioni,

il silenzio per i tuoi successi

Forse è proprio questa ,quella che fa più male

Quando qualcosa va bene,

desideri condividere la gioia

Se nessuno di quelli che hai amato vi partecipa

Vuol dire che sei proprio solo

Quando devi dirlo ad estranei ,

sperando che ti danno un po’ di calore

Vuol dire che è proprio inverno

Ma una parola buona detta d’istinto

Da qualcuno che non conosci

A volte, ti dà il coraggio di lottare ancora

Magari anche con la speranza di vincere

Ma non può mai rispondere alla domanda che ti torna alla mente

Incessante, martellante

Perché?

Perché nessuno mi vuole più bene?

Abbiamo passato giorni, mesi, anni

Conversando amabilmente

Giocando a carte o lavorando

Le cose ti sono andate male

Hai commesso delle sciocchezze

Le stai pagando a duro prezzo

Ma loro, coloro che hai amato

 sembrava ti volessero bene….

non sei forse più la stessa persona?

Quando perdi una partita con la vita

perché devi perdere anche

  amici,  conoscenti,  amori e amanti?

Se ti abbandonano quando ti va male, forse, quando tenti di risollevarti

Un po’ saranno contenti,

ma no…

Forse prferivano vederti strisciare,soffrire, pregare e supplicare

A loro non piace che tu riazi la testa

Quando non trovi nessuno ,che sinceramente, ti abbraccia felice di una tua speranza

È davvero inverno

L’indifferenza, credo proprio, sia peggiore dell’odio

Comunque è una sua parente molto stretta

Contro l’odio ti ribelli, combatti

Contro l’indifferenza

che puoi fare se non tacere?

Credo che l’indifferenza per il male sia cosa grave

Quando ti torci nel letto per un dolore fisico o morale,

e chi ti abita accanto

Si chiude in salotto,accende la tv e legge il giornale

Quando non ti porta un bicchier d’acqua e non ti chiede come stai

Come non te lo chiedono gli altri

Quelli che non ti telefonano più

Che non ti cercano più,

che ti lasciano marcire nella tua disperazione

Quando ti accompagnano all’ospedale

e ti lasciano davanti alla porta,pur sapendo che non puoi camminare

quando i tuoi polsi tagliati, vengono volutamente ignorati

allora forse è giunto il momento di arrendersi all’evidenza

ma no, tu speri ancora che non sia così

non fai caso al silenzio del telefono

allo sguardo di ghiaccio che ti accompagna mentre arranchi,

 in cerca di un appiglio

e incespichi

e cadi

e rompi quello che ti circonda

ma poi ti succede qualcosa di bello

e allora lo gridi al mondo

come a dire che esisti ancora

qualcuno ti fa i complimenti

per educazione

li hai chiesti tu

ma chi doveva abbracciarti

chi avrebbe dovuto dirti

dai che ce la fai

è rimasto in silenzio

e tu stupida che glielo hai detto

mendicando una parola buona e un sorriso

il silenio che avvolge la tua emozione e la tua gioia è come uno sparo

 ti colpisce proprio in mezzo al petto

ma tu non sanguini neppure

forse stai acquistando anche tu

l’odiosa indifferenza.

Indifferenza al dolore,al tuo dolore

Alla delusione,ma solo a quella tua

E ti metti a cantare, per sentire un rumore

Canti peggio di prima

È tanto che non lo fai

Forse è meglio pregare

Anche questo forse non lo sai fare

Ma una cosa la capisci,quando non hai più

Un essere umano che si ricordi di te,

quando solo il tuo gatto ti da una mano

e il tuo cane ti riempie di baci

allora capisci che c’è bisogno di Dio,ma non ti accorgi, che è proprio Lui,il primo indifferente

che ha lasciato morire suo figlio senza una carezza, senza una parola

allora ti rivolgi ai Gesù della terra

ai tanti Gesù che come te, non sanno più cantare

e di colpo ti senti felice e non ti importa più

che Dio e gli uomini ti umilino,che tu sia sola, stanca

che i denti non siano più quelli di una volta,

che le gambe siano intorpidite

 e le mani doloranti

sei felice perché il tuo cuore ancora sa gioire

che la tua mente sappia sperare

che tu ancora, sappia soffrire,soffrire per i Gesù della terra

E non ti senti più sola

e hai pietà per gli indifferenti, che non sanno quanto sia bello partecipare

condividere

amare.

Maria Vittoria Morokovski
www.marco3000.altervista.org
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Maria Vittoria Morokovski

Maria Vittoria Morokovski

Maria Vittoria Morokovski

 

scrive romanzi, racconti, soggetti e sceneggiature, traduce dal russo e dal francese, preferibilmente testi letterari, è laureata in lingue e letterature straniere, per molti anni interprete e traduttrice indipendente, come consulente esterna, per varie case Editrici, per uffici turistici, per riviste medico-scientifiche, per l'Istat, per l'Hermitage, per la NuovaPignone, per la Snia Enginering. Maria Vittoria Morokovski cerca editori che pubblichino le sue opere, è disponibile anche a tradurre testi.

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