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La Rubrica 

"Scrivi il tuo racconto e la tua auto-recensione"

Il colore della fantasia

di Isabella Grandolini

Era l'ora di andare, di lasciare luoghi, situazioni affettive, il mio gatto Penny, i due pesciolini rossi, mamma e papà. Scendere quelle scale era come cambiare identità; un vento impetuoso mi assalì, caldo e musicale: finalmente ero giunta a Creta. La mia camera era situata entro una enorme ampolla di calda pietra bianca, sì, le finestre, delle bucature tappate da una semplice tenda in cotone color carta da zucchero, la porta, di legno, il bagno provvisto del minimo essenziale. Ad accogliermi alla locanda c'era Ed, il padre della mia amica Gabi. La socializzazione avvenne immediata ed io ballai sui tavoli a fine serata. Ma cosa ci stavo a fare lì, di domenica sera, sparita nel nulla dal mio mondo reale? Non era un sogno, era la mia vita che stava galoppando verso mete ignote. Una coppia di anziani mi osservava dal proprio tavolo, mi avvicinai a loro: non descriverò i loro volti perchè non erano netti. A seconda delle parole dette, assumevano diversi volti tanto che, per un momento pensai di stare a parlare con esseri inesistenti ma al contempo, molto presenti, veri. Erano reduci di un lunghissimo viaggio che non vollero dire però, da dove era iniziato. All'indomani, mentre sostavo sotto due alberi di fico, assordata dal silenzio troppo infinito, fui avvicinata dalla coppia di anziani: lui parlò emettendo brevi frasi nei miei confronti; lei, si sedette sotto l'albero di fico accanto a me. Mi colpì la sua scarpa slacciata e la cartolina raffigurante tre persone la quale, fuoriusciva dalla tasca dell'ampia gonna indossata dalla vecchia signora. La voce di questa era leggera e sottile, al contrario di quella dell'uomo, più profonda e nitida. Mi addormentai all'improvviso. Al mio risveglio sentii un vociare, rumori vari, poi la signorina mi chiedeva in che periodo sarei voluta partire per l'isola di Creta. Uscii di corsa dall'agenzia di viaggio e, guardando in terra, raccolsi una cartolina raffigurante me stessa assieme ad una coppia di anziani, un uomo ed una donna...lei aveva una scarpa slacciata.

L'auto-recensione da parte dell'Autrice

Beh, cosa dire se a parlare è la nostra fantasia? La vita quotidiana ci impone tempi brevi, lassi di tempo talmente fulminei che è già molto riuscire ancora a trovare il tempo per noi stessi, per carezzarci l’anima, per volare sù nel cielo libero della fantasia.

Il colore del cielo, l’azzurro, il colore delle foglie a primavera, il verde brillante, il colore delle guance tonde e rosee dei bambini piccoli, il rosa tenue, questi colori debbono farci esplodere le idee, i buoni propositi, i progetti, l’ umanità, la gioia di vivere.

Queste considerazioni mi vengono spontanee, una sorta di messaggio a tutti in occasione della nascita del sito, di buon augurio a tutti affinchè ognuno di noi possa trovare sempre un frammento di tempo da dedicare a sé e agli altri. Quando alziamo lo sguardo al cielo, quando ci colpisce una frase detta, un respiro in treno, un odore, un sapore, apriamo il cuore e liberiamo la fantasia.

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