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A proposito di libri... libri senza editori, quelli osceni e quelli necessari

di Raffaele Calafiore (ideatore e fondatore del portale di letteratura e comunicazione http://www.nonsoloparole.com , editore dell'omonima sigla NonSoloParole Edizioni)

Cinquemila editori presi d'assalto da più o meno un milione di aspiranti scrittori. Lettori latitanti. I best seller e il print on demand. Editoria a pagamento si/no. yes La libertà di espressione ed il pensiero unico. Il libro di qualità e le concentrazioni editoriali. Tutti temi che infervorano a vario titolo gli addetti ai lavori ed i lettori (pochi) incalliti. Tutte domande valide e questioni alte. Sicuramente, a patto però che non si perda di vista l'evoluzione del mercato editoriale. Come in altri paesi anche in Italia, a partire dagli anni 80, c'è stato un drastico riassetto del mercato editoriale, caratterizzato dalle concentrazioni delle sigle editoriali in gruppi industriali sempre più forti (gruppi con interessi nei vari campi merceologici dove l'editoria in alcuni casi rappresenta solo una esigua percentuale rispetto a tutto il resto), che, nell'operazione di accorpamento e razionalizzazione dei costi, spesso hanno sacrificato l'aspetto puramente culturale che è attinente proprio al libro. All'editore e ai suoi stretti collaboratori, i direttori editoriali, che determinavano la linea e le politiche della casa editrice, si sono affiancati i manager, spesso provenienti da altri settori, col preciso mandato di far quadrare i conti prima, ed ampliare i margini di redditività subito dopo. Il massimo risultato col minimo sforzo, vecchia regola sempre valida nelle società capitalistiche e che oggi investe per intero anche il settore libro. Ma è questa una regola che poco calza al settore librario, sebbene l'editoria non può sottrarsi alle regole imprenditoriali di far quadrare i conti.

yes È questo un aspetto ben individuato nel pamphlet di  André Schiffrin "Editoria senza editori", Bollati Boringhieri, 2000 dove viene analizzata la parabola discendente del libro di qualità negli Stati Uniti. Una realtà apparentemente lontana per ampiezza e tipologia di mercato che pero' traccia  una dinamica riscontrabile, in un'epoca di comunicazione globale, anche in Italia. Il testo è preceduto dalla presentazione di Alfredo Salsano che ci regala un'acuta analisi del mercato editoriale italiano: dai grandi gruppi editoriali alle librerie indipendenti passando per la perdita di qualità dei contenuti, oltre che degli spazi di praticabilità per porre idee a confronto. È quello delle idee a confronto e della libera circolazione del pensiero, oltre l'ostacolo legato alla pubblicazione materiale di un libro, un problema che attiene anche alla distribuzione, cioè a tutti quei passaggi che portano un libro dalla tipografia a contatto con l'utente finale, lasciando poi a lui la scelta di acquistarlo o meno. O perlomeno così dovrebbe essere. Problemi che apparentemente riguardano il settore librario, al pari di un qualunque altro settore merceologico ma che, per caratteristiche del prodotto, attengono sicuramente ad un problema più ampio: la democrazia.

È in questa problematica che si colloca il secondo libro scelto per questa rubrica: " Editoria condizionata" di Janine e Greg Brémond, Edizioni Sylvetre Bonnard, 2003.yes Uscito in Francia nel 2002 è stato riadattato dagli autori per l'edizione italiana e denuncia come le concentrazioni editoriali e le soluzioni di mercato finiscano peyes r condizionare quelle scelte più propriamente culturali, oltre a porre il problema reale del controllo dell'informazione (quando la concentrazione diventa oligopolio), e quindi del funzionamento delle democrazie.  Di altro tono è invece l'excursus nei ricordi di famiglia di Carlo Feltrinelli "Senior service", Feltrinelli, 2001, interessante ricostruzione dell'editoria italiana negli anni '50 e '60 attraverso la figura di Giangiacomo Feltrinelli: l'infanzia, il dopoguerra, la militanza nel Partito Comunista Italiano, la Cooperativa del libro Popolare, la nascita della casa editrice, il caso "Dottor Zivago". I libri "osceni" e quelli "necessari".Tre testi, tre libri che parlano di libri, di idee in circolazione, di confronto... di cultura.  Ma anche tre libri che mettono a nudo la stortura di certe logiche di mercato applicate ai libri. Tre testi che provano a restituirci un'analisi e a stimolarci delle risposte sul perché certi libri non arrivano e non arriveranno mai al lettore finale. Tre libri sicuramente da leggere e da conservare quale testimonianza e analisi di un settore, quello della cultura e dell'informazione, sempre più controllato.

 

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