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Telematica di Cultura ed Attualità
Pubblichiamo in ritardo, a seguito dello “Speciale” di Oltrepensiero.it dedicato alla scomparsa di Giovanni Paolo II, il Pontefice che ai suoi funerali ha saputo radunare tutti i “Potenti della Terra”, le considerazioni del nostro Direttore sul caso di Terry Schiavo. Alla libertà delle sue affermazioni e con il suo consenso, la Redazione aggiunge una piccola notazione con le parole tratte dal Testamento di Karol Woytjla:
«Spero
che Egli mi aiuterà a riconoscere fino a quando devo continuare… Gli
chiedo di volermi richiamare quando Egli stesso vorrà. ''Nella vita e
nella morte apparteniamo al Signore... siamo del Signore'' (cf. Rm 14,
8)» Il commento di
Gicar
“Corte
Suprema…”
Terri
Schiavo, 41 anni. Dal 1990 al 2005 è rimasta in uno stato vegetativo
persistente. Quello
che è capitato alla giovane donna americana, potrebbe accadere, domani, ad
ognuno di noi. Il raggiungimento della sua morte definitiva sublima il
dilemma, in tutti oltremodo angosciante in simili situazioni, sul problema
di “staccare” o no “la spina” quando l’individuo, nella sua fisicità, è
umiliato dal male. Per quanto poi possa accadere nella sua ment Inevitabilmente
e in ogni modo il problema non è eluso e si ripresenterà di nuovo, alla
prima occasione per così dire utile, sollevando, ancora una volta, un
polverone che non finisce più. Non
voglio entrare in problematiche di natura etica, teologica o legislativa,
poiché la morale, la religione o la legge ci porterebbe a navigare, oggi,
su terreni molto simili alle sabbie mobili dove a volte rimane fin troppo
facile cedere il passo a dogmatismi o relativismi del tutto gratuiti ed
incomprensibili. Vorrei
soltanto ribaltare il problema sulla centralità dell’individuo, senza
destare scandali ingiustificati. Ognuno
di noi vive in una ben precisa ed identificata realtà geografica con le
sue leggi e le sue morali: quali esse siano proprio non
importa! A me non appare giusto che Capi di Stato, Magistrati, Medici, Autorità Religiose, Filosofi, Psicologi o Psicoanalisti, Storici, intere popolazioni, Associazioni, Comunità Locali, amici, parenti e congiunti siano trascinati nella vertigine di scelte che in fondo non gli appartengono. Non gli appartengono perché ogni loro ingerenza, qualunque essa sia anche tra le più nobili, finisce per ledere la libertà individuale. Preferisco
credere, piuttosto ch E
se quel “caso” si dovesse verificare tutti dovranno avere notizia certa
se, nel momento in cui ero ancora capace di intendere e volere, io avevo
espresso la volontà di essere cremato o meno, di donare o no i miei
organi, di delegare qualcuno, dietro la mia espressa volontà, di decidere
a “staccare la spina”, qualora mi fossi trasformato in un
“vegetale”! Non
è voler essere cinici ad ogni costo. Si tratta di rispettare gli altri e
di non coinvolgerli, loro malgrado, in lacerazioni interiori che non gli
appartengono e, mi si contenta dire, del tutto gratuite e
pretestuose. E’
una questione d'onestà con noi stessi e nei confronti di coloro con cui
condividiamo la contestuale temporalità della nostra esistenza. Siamo noi
a dover essere la “Corte Suprema…” nei nostri stessi
confronti! Si
tratta in fondo di un nuovo tipo di sensibilità e di rispetto degli altri
per lasciare paradossalmente tutti liberi di poterci convincere ed essere
coscienti di comportarci in un modo piuttosto che in un altro. Solo così
la Morale, la Teologia o la Legge, qualunque esse siano, potranno avere un
senso. Terri
Schiavo non per questo deve essere colpevolizzata o strumentalizzata per
le scelte che non ha potuto fare, solo perché non ha avuto il tempo di
farle! Deve essere solo un simbolo, un monito cui far riferimento,
affinché ciascuno di noi non eluda le proprie e non derogabili
responsabilità. Grazie, Terri!
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