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foto 2: Duilio Cambellotti, Incandescenza L. Sipizzi e C. Roma (1898 circa)

La luce sul filo:

lampadine nei manifesti della raccolta Salce

Roma, Museo della Centrale Montemartini

Via Ostiense, 106

24 febbraio – 22 maggio 2005

http://www.centralemontemartini.org/it/index_msie.htm

di Cinzia Dal Maso

 

foto 4: Adolph Hohenstein, Monowatt Metallfadenlampen (1903)C’è a Roma, in via Ostiense, uno spazio straordinario, dove arte e tecnologia si incontrano, si svofoto 3: Romolo Bernardi, Borda e Vaccarino, Forniture per Elettricità e Industria. Torinolgono s u piani paralleli e si esaltano a vicenda: è la Centrale Montemartini, il primo impianto pubblico a produrre elettricità a Roma, inaugurato il 30 giugno del 1912 e dismesso negli anni ’70.

Nel 1997 la Centrale è stata aperta al pubblico come nuovo polo espositivo dei Musei Capitolini. Centinaia di capolavori di scultura antica sono arditamente accostati alle testimonianze dell’industria ancora agli albori, come la turbina a vapore o i colossali motori diesel. Negli ambienti grandiosi, che in alcuni casi conservano gli splendidi arredi Liberty, si susseguono le testimonianze dell’antica Roma, dal periodo arcaico fino al IV secolo d.C.: dalle stupefacenti terrecotte architettoniche dipinte dell’area sacra del Foro Boario, che ci riportano alla città di Servio Tullio, al frontone del Tempio di Apollo Sosiano, asportato da un tempio greco del V secolo a C., e a capolavori della statuaria come la celeberrima Venere Esquilina, nelle cui morbide forme l’archeologo Paolo Moreno ha riconosciuto un ritratto della regina Cleopatra.

Fino al prossimo 22 maggio, c’è un motivo in più per visitare la Centrale Montemartini: la mostra  “La luce sul filo: lampadine nei manifesti della raccolta Salce”, curata da Eugenio Manzato, in cui si possono ammirare circa quaranta cartelloni pubblicitari, dedicati alla conquista dell’illuminazione artificiale in un arco di tempo che va dalla fine dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento. Erano gli eleganti strumenti con cui le neonate foto 6: Achille Luciano Mauzan, La nuova Osram (1926)industrie di lampadine o le prime aziende di elettricità reclamizzavano i loro prodotti. Vi si può seguire l’evoluzione della grafica, attraverso le opere di cartellonisti illustri come Adolph Hohenstein, Giuseppe Magagnoli, Duilio Cambellotti, Plinio Codognato, Leonetto Cappiello. E’ anche possibile ricostruire la storia del costume nel nostro Paese, oltre a quella di aziende note e di piccole realtà industriali ormai scomparse, che hanno segnato il passaggio da una realtà contadina all’Italia del periodo compreso tra le due guerre.foto 1: Giulio Cisari, Compagnia Generale di Elettricità

Tutte le opere esposte provengono dalla più ricca collezione italiana di manifesti d’epoca, comprendente più di 24 mila pezzi, raccolti a partire dal 1895 da Nando Salce, titolare di un’avviata azienda commerciale di Treviso. Nel 1962 la raccolta fu ereditata dallo Stato Italiano, a condizione che rimanesse in una città del Veneto: attraverso una convenzione con il Ministero fu affidata al Museo di Treviso e costituisce una miniera inesauribile grazie alla quale sono state realizzate mostre di grande successo.

Orario: dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.30).

Biglietto: integrato mostra + Centrale Montemartini intero euro 5,80; ridotto euro 4,40.

Integrato mostra + Centrale Montemartini + Musei Capitolini (validità una settimana) intero euro 9,90; ridotto euro 7,80.

Le foto sono su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza PSAE per le province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso.

 

 

foto 5: Leopoldo Metlicovitz, Distillerie italiane. Apparecchi a gas d’alcool (1899)

 

Didascalie foto

foto 1: Giulio Cisari, Compagnia Generale di Elettricità

foto 2: Duilio Cambellotti, Incandescenza L. Sipizzi e C. Roma (1898 circa)

foto 3: Romolo Bernardi, Borda e Vaccarino, Forniture per Elettricità e Industria. Torino

foto 4: Adolph Hohenstein, Monowatt Metallfadenlampen (1903)

foto 5: Leopoldo Metlicovitz, Distillerie italiane. Apparecchi a gas d’alcool (1899)

foto 6: Achille Luciano Mauzan, La nuova Osram (1926)

 

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