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“Quanta umanità”…

di Annamaria Pirozzi

 

8 Aprile 2005 ore 10,00 si celebrano i funerali di  Papa Ioannes Paulus II … “dalla finestra del Padre ci vede e ci benedice!”.

 

 

«Sono ancora inchiodata davanti alla TV con la riflessione che si è appena concretizzata: “Quanta umanità in 10 chilometri”. Osservo le immagini delle riprese dall’alto dell’elicottero della Polizia di Stato e le confronto con quelle che avevo già visto per il funerale di Papa Giovanni XXIII. Non posso dire se c’è più partecipazione in questa celebrazione o in quella di 42 anni fa, ma tutta questa umanità è in grado di sprigionare una potenza incredibile di sentimenti, riunita come Roma - L'Ultimo salutoè, in ginocchio, per un uomo in relazione a quello che era riuscito a fare nella sua vita e per Colui che aveva rappresentato. Li ho visti entrare uno per uno, diversi negli abiti, nelle sembianze, a volte anche pingui nei movimenti, come l’uomo grassoccio a seguito di un re arabo, in evidente disagio con giacca e cravatta. Tuttavia ognuno di loro è scomparso lasciando, ancora una volta, la scena a chi ora non può più parlare e che tutti ancora sentono.

Sono trascorsi più di 26 anni dalle morti di Papa Giovanni Paolo I e di Paolo VI e molto è cambiato, ma quanto questo è percettibile in un momento simile?

La notte stessa in cui ne è stata annunciata la morte ho preso il telecomando del decoder satellitare e ho scorso centinaia di canali mondiali. La maggior parte di questi parlavano dell’avvenimento o avevano interrotto le trasmissioni per rispetto, pochissimi altri continuavano come se niente fosse stato. Ho ascoltato velocemente i commenti nelle varie lingue e poi mi sono connessa a Internet visitando, dapprima, il sito del Vaticano e quindi i siti degli altri paesi: la TASS, la stampa ufficiale di Cuba  e infine alcuni giornali cinesi.

In ogni sito visitato la prima notizia che incontravo era sulla morte del Papa. Mi è allora ritornata in mente la riflessione “Quanta umanità in 10 chilometri” o meglio quanta “vicinanza” c’è tra i popoli della Terra.

Le porte spalancate hanno fatto abbattere gli ostacoli che ci allontanano. Il Papa del Terzo Millennio è stato l’uomo della comunione dei popoli e la tecnologia lo ha dimostrato.

Chi lo seguirà avrà un’enorme eredità ma anche un’enorme responsabilità. Continuare quello che colui che lo ha preceduto non è riuscito a completare. Secoli di odio tra popoli sono scomparsi in 26 anni, la speranza è quella di avere, in quei 10 chilometri, anche coloro che oggi non erano presenti».

 

 

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