Fluttuando nel Web       Rivista Telematica di Cultura ed Attualità

HOMEPAGE

 

Revolutions. Futuro senza infarto 

 

di Fabio Mariani

 

Il cuore è in difficoltà. Le coronarie non hanno un flusso regolare. Si deve operare quanto prima. A questo punto si punge l'arteria femorale e si entra nel sistema circolatorio. Con una sonda si percorre tutta l'aorta fino a raggiungere le coronarie malate. La placca ha causato un restringimento dei vasi sanguigni. Il cuore Cuoresoffre, bisogna provvedere a dilatare  le stenosi, i vasi malati impediscono la corretta circolazione sanguigna nel cuore. Il paziente potrebbe fibrillare da un momento all'altro e bisogna fare presto, intervenire con tempestività. Attraverso una sonda, con un balloon, si provvede a dilatare la stenosi così che le coronarie riacquistano il loro corretto funzionamento. Intervento riuscito, il cuore acquista di nuovo regolarità e i vasi acquistano la loro corretta conformazione anatomica. Il flusso sanguigno è di nuovo regolare, senza alcun impedimento. Il paziente sarebbe stato salvato, se non fosse che stiamo parlando di un simulatore. Cronaca di una angioplastica virtuale. E' il programma di corsi che si è  effettuato in tutta Italia presso le Università o i Policlinici dotati di sale di emodinamica. Il simulatore di realtà virtuale è formato da potenti computer e sofisticatissimi software e hardware a sensori ottici che riescono a riprodurre l'anatomia umana. La cosa sconvolgente è che si possono selezionare delle patologie e il medico può intervenire con le cure che ritiene più adeguate. Il risultato può essere positivo o negativo. Come nella realtà. Attraverso i  simulatori di realtà virtuale si riesce ad avere le stesse condizioni di operatività delle sale di emodinamica delle unità coronariche. I medici cardiologi hanno così l'opportunità di fare training su computer che riproducono fedelmente l'anatomia coronarica e permettono di effettuare procedure virtuali. Il virtuale che produce degli effetti reali sui medici. Gli operatori, in questo modo, riescono ad acquisire la professionalità necessaria per effettuare le manovre all'interno dei vasi sanguigni e allo stesso tempo fare la scelta giusta dei materiali da usare.

L'angioplastica, quella reale per intenderci, è di per se è una  tecnica avanzata per la risoluzione di problemi cardiaci e fa utilizzo di materiali altamente Corpo Umanotecnologici. Ha abbassato sensibilmente la mortalità da patologie cardiache. L'applicazione di tecnologie avanzate alla medicina, riesce ad evitare interventi pericolosi evitando le degenze lunghissime. Materiali sofisticati che compongono le sonde che entrano nel corpo umano e che possono adattarsi alle varie coronarie, insomma percorrere il sistema circolatorio come delle autostrade. Raggiungere tutto ciò che le ostruisce e rimuoverlo. Il simulatore virtuale completa la formazione medica permette di esercitarsi senza alcun rischio se non per il simulatore. Il virtuale che produce effetti reali.

L’angioplastica (Percutaneous Transluminal Coronary Angioplasty, PTCA) è una tecnica non invasiva che permette di ridurre l’ostruzione delle coronarie. Questa tecnica, nata agli inizi degli anni Ottanta, consente di allargare le coronarie ostruite grazie ad un catetere a cui è collegato un Coronariepalloncino che, una volta introdotto attraverso l’arteria femorale, viene dilatato. L’angioplastica è praticabile in centri che dispongono di un laboratorio di emodinamica (circa 180 sparsi sul territorio nazionale). Lo specialista pratica un’anestesia locale nella zona dell’inguine o del braccio e inserisce nel vaso una sottile sonda che ha al suo vertice un palloncino gonfiabile. La sonda viene spinta, sotto controllo radiologico, fino al punto in cui si è bloccata la circolazione del sangue e il palloncino viene gonfiato in corrispondenza dell’occlusione. Si riapre così il vaso che ha problemi di circolazione.

Attraverso l’utilizzo di materiali sofisticati e tecnologicamente all’avanguardia, si apre una nuova frontiera per la salute. Le malattie di origine coronaria non ci trovano impreparati. La possibilità di poter agire senza traumi sul cuore e in particolare aprire i vasi occlusi dalla placca, permette una riuscita degli interventi e soprattutto la possibilità di avere meno complicazioni in fase di intervento. La riuscita degli interventi con questo tipo di tecnica è veramente sorprendente soprattutto nella visione futura considerato l’elevato numero di pazienti che soffrono di malattie cardiache.  L’applicazioni di nuove tecnologie per il miglioramento della qualità della vita e il training medico su simulatori di realtà virtuale per acquisire le tecniche più avanzate per gli interventi di cardiologia interventistica. La missione è quella di poter vincere le malattie cardiache con rischi sempre più bassi. Le nuove tecnologie vengono in soccorso di questa nuova tecnica di intervento anche per quanto riguarda la possibilità di esercitazione da parte dei cardiologi. Attraverso dei simulatori di realtà virtuale si riesce a riprodurre tutte quelle che sono le manovre da effettuare sul paziente, con materiali originali e con gli effetti reali che si avrebbero nella realtà. Le macchine stanno rivoluzionando l’esistenza dell’uomo. L’uomo affina le sue capacità di intervento virtualmente ma , come già succede per i simulatori di volo, produce degli effetti di efficienza e efficacia sugli operatori.

 

COME SI SVOLGE L’INTERVENTO DI ANGIOPLASTICA

 

L'angioplastica dura di solito un'ora. La zona di introduzione del catetere (a livello inguinale) verrà resa insensibile con un anestetico locale. Il paziente rimane sveglio e non avverte nessun dolore a parte un leggero fastidio al momento dell'introduzione del catetere. Una cannula-introduttore viene inserita nel vaso sanguigno. Un catetere guida viene inserito attraverso la cannula. Il medico sospinge poi il catetere delicatamente verso la carotide controllandone il perCateterecorso su uno schermo a raggi X. Il catetere è un tubo sottile e flessibile che viene inserito attraverso un'arteria fino nella carotide. Utilizzando la via del catetere guida si può raggiungere la zona ostruita della carotide, riaprirla gonfiando un palloncino e inserire uno stent. L'applicazione del filo guida. Un filo guida viene inserito nel catetere guida fino al punto di restringimento. Il filo guida può avere in punta un sistema di protezione (filtro o altro dispositivo speciale) che cattura eventuali frammenti di placca. Il sistema di protezione viene posizionato oltre il punto di restringimento. La dilatazione. Si posiziona il catetere con un palloncino. Un catetere con un palloncino in punta viene fatto avanzare lungo il filo guida fino a posizionarlo in corrispondenza del restringimento dell'arteria. Il palloncino viene gonfiato. Il palloncino viene gonfiato e sgonfiato per comprimere la zona ristretta. L'applicazione dello stent. A questo punto viene in genere applicato uno stent. Si posiziona il catetere con lo stent. Lo stent, costituito da una maglia di acciaio, viene avanzato sino al punto di ostruzione. Lo stent viene espanso. Lo stent viene ulteriormente dilatato con un palloncino. In questo modo lo stent mantiene la placca compressa contro le pareti dell'arteria. Il flusso sanguigno è angioplasticamaggiore. Lo stent mantiene l'arteria aperta e contribuisce a ridurre la probabilità di un nuovo restringimento. La rimozione del catetere. A conclusione della procedura il medico rimuoverà il catetere, il filo guida e la guaina protettiva. L'infermiera comprimerà la zona di introduzione per circa 20 minuti. Attualmente si usano sempre più spesso dei sistemi di chiusura delle arterie con dispositivi speciali che permettono di evitare la compressione manuale prolungata e consentono di muoversi dopo 1-2 ore dall'esame e camminare dopo alcune ore.

Sono circa 1.500.000 gli italiani a rischio di infarto o di angina. Ma da oggi i malati di cuore potrebbero avere una speranza in più. Si affinano e perfezionano sempre di più le  E' l'avanguardia dell'addestramento nella cardiologia interventistica: imparare ad eseguire un'angiolpastica coronarica o periferica non in sala di emodinamica con un paziente vero, ma con il sistema della realtà virtuale. Un addestramento altamente realistico, senza doversi esporre a radiazioni e senza esporre a rischi il paziente. L'obiettivo è approfondire le conoscenze teoriche e pratiche sulle attuali possibilità e sui limiti dell'interventistica cardiovascolare. Ormai è sempre più diffuso ed efficace il trattamento delle patologie aterosclerotiche vascolari per via percutanea: proprio per questo diventa importante che, oltre alle indicazioni, possano essere viste e comprese le tecniche di un'angiolpastica coronarica o periferica.

 L'angioplatica come applicazione della tecnologia nella medicina e soprattutto come miglioramento della qualità della vita. Il simulatore come perfezionamento di queste tecniche di intervento. La realtà virtuale riproduce l’anatomia e la fisiologia del sistema cardiovascolare umano. Scegliere i materiali più idonei per effettuare l'intervento. Simulare le eventuali complicanze. Tutto questo attraverso un simulatore di realtà virtuale. Basta selezionare attraverso un potente computer un intervento chirurgico da effettuare e il medico si potrà cimentare in una operazione alla coronaria del cuore malata o alla rimozione della placca alla carotide o ad una vena del un rene occlusa. E’ questa la nuova frontiera della tecnologia. Migliorare l’efficienza del medico che opera in angioplastica senza dover rischiare nulla sull’uomo e sugli animali. Il futuro si spingerà ancora oltre e molto presto. La nuova frontiera sarà di acquisire i dati di patologie reali attraverso le risonanze magnetiche e trasferire tutto su potenti computer. Questo permetterà di provare l'intervento chirurgico in preview , avere l'opportunità di resettare il simulatore se una manovra va male. Tutto questo prima di poter mettere le mani realmente sul corpo umano e da quel momento in poi non si ha più il diritto di replica. 

 

 

Contattaci
© Redazione di Oltrepensiero.it