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IL RITORNO A CASA

La stele di Axum, simbolo dell’amicizia tra i popoli

 

FESTA AD AXUM

 

 

di Annamaria Pirozzi

 

 

In migliaia hanno accolto, tra applausi e commozione, il ritorno in patria, dall'Italia, della Stele di Axum, l’antico monumento che il regime fascista aveva trasportato, in Italia,  68 anni fa.  Lo stesso Mussolini fece trasportare la stele, già ridotta in pezzi e danneggiata da un terremoto di molti secoli prima. L’imponente monumento fu ricomposto ed eretto all'inizio del Viale delle Terme di Caracalla, di fronte al Circo Massimo, là dove sorgeva la sede del Ministero dell’Africa Italiana, oggi sede della FAO.

La Stele di Axum, costituisce un Bene Archeologico importante per il popolo dell’Etiopia poiché uno dei pochi monumenti a noi pervenuto: è alta 24 metri e la sua unicità è rappresentata dalle numerose incisioni che presenta su tutte le facciate. Tre ore per completare le operazioni di scarico del monumento non sono niente, paragonando il numero di anni che ci sono voluti per restituire la celebre Stele, ai legittimi proprietari. Il monumento funerario di granito, che si pensa risalga a 1.700 anni fa e che pesa 180 tonnellate, è stato trasportato da un Antonov 124-100 atterrato a 58 anni di distanza dal Primo accordo in cui l'Italia promise di restituire l’opera.

 

 

LA FOLLA IN FESTAIn migliaia hanno accolto tra applausi e commozione il ritorno in patria dall'Italia della Stele di Axum, l’antico monumento simbolo dell’identità del popolo Etiope.

Durante l’invasione italiana del 1936 Axum fu una delle prime località ad essere conquistata e, vista la ricchezzaAXUM - 1937 di opere d’arte, Mussolini, nel 1937, ordinò il trasferimento di una stele, a simboleggiare la conquista abissina. Era la seconda in altezza e la spedizione dei segmenti, in cui era stata divisa, avvenne via mare da Massaua a Napoli per poi essere trasportata, in treno,  a Roma dove, il 31 ottobre del 1937, fu ricomposta ed eretta presso il Viale delle Terme di Caracalla, di fronte al Circo Massimo, là dove sorgeva la sede del Ministero dell’Africa Italiana e oggi sede della FAO. Alta 24 metri ha una sezione rettangolare, decrescente verso l’alto, diversamente dalle altre, tutte e quattro le facciate sono scolpite; alla base due porte sono incise su due lati contrapposti.

Databile intorno al IV secolo d.C. fu realizzata in granito LA STELE DI AXUMdella Cava di Gododera e sorgeva in prossimità di Axum, centro ancora oggi di rilevanza per la cultura etiopico-sabea e antichissima città insediata 1000 anni prima di Cristo da tribù provenienti dall’Arabia Meridionale. A questo luogo è legata la leggenda dell’incantevole Regina di Saba che, successivamente all’incontro re Salomone a Gerusalemme, divenne madre di Menelik I, il capostipite del “re dei re”.

Capitale del Regno Axumita, uno dei più antichi regni africani, fu il crocevia fondamentale tra africa e Asia per 1.000 anni circa. L'AREO - ANTONOV 124-100

La restituzione della Stele ai legittimi proprietari avvenuto a circa 70 anni di distanza si è completata il 25 Aprile con le operazioni di scarico dell’ultimo troncone, dall’Antonov 124-100, decollato dall’Aereoporto di Pratica di Mare. Tutti i segmenti della celebre Stele, per un peso totale di 180 tonnellate, trasportati per via area, risiedono ora sul territorio eritreo e occorreranno; ancora mesi di lavoro, per reinstallarla nel sito da cui proviene. 

Il significato di tale operazione, conclusa da una lunga e colorata cerimonia in cui il Premier Etiope Melles Zenawi, il Presidente della Repubblica Girma Wode Giorgis e il Patriarca della Chiesa Ortodossa Abuna Paulos hanno ringraziato il Governo Italiano, restituisce l’identità a un bene archeologico che non appartiene a un singolo popolo ma a tutta l’umanità.

Guido La Tella, “ambasciatore della Repubblica democratica d’Italia”, ha firmato il documento di consegna della stele all’Etiopia con il Ministro della Cultura, Toshome Toga. È stato quindi rispettata la promessa, siglata dall’accordo del 10 Febbraio del 1947 a Parigi, della restituzione di tutti i beni sottratti all’Etiopia dal 1935.

 

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