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IL MUSEO DI
SISSI Un viaggio nel mito, alla Hofburg di
Vienna
di Alessandro
Venditti
Era
nato il mito di Sissi, una leggenda intramontabile cui la città di Vienna
ha dedicato un museo, inaugurato un anno fa in sei sale degli appartamenti
imperiali della Hofburg, per oltre 600 anni residenza degli Asburgo e uno
dei centri più importanti della storia europea. L’allestimento espositivo
è stato curato da uno scenografo di fama internazionale, Rolf Langenfass,
che ha ricreato per il pubblico un’immagine di "Sisi" – come la chiamano
gli austriaci –il più possibile vicina alla realtà. Il Museo e gli
appartamenti dell’Imperatrice, con i loro arredi storici autentici, sono
diventati una tappa irrinunciabile di ogni visita a Vienna, insieme con le
stanze private e ufficiali di Francesco Giuseppe e con il Museo delle
Argenterie di Corte, cui è possibile accedere, ogni giorno dalle 9.00 alle
17.00, con un unico biglietto. Nel
museo dedicato a Elisabetta, ambientato in una suggestiva cornice, le
testimonianze fanno rivivere un passato di glorie e magnificenza, ma anche
di dolore e irrequietezze. L’esposizione, divisa in aree tematiche, va
dagli anni spensierati della giovinezza in Baviera, all’inaspettato
fidanzamento con l’imperatore Francesco Giuseppe e al periodo difficile
della vita di Corte, che vide emergere il carattere ribelle di Sissi, il
suo culto per la bellezza, l’ossessione per la linea, l’amore per lo sport
e la ginnastica e le liriche appassionate in cui si cimentava. Era
considerata una delle donne più belle della sua epoca e la sua giornata
era scandita dalle diverse cure estetiche. I lunghissimi capelli, che
vediamo nei ritratti, venivano pettinati per due o tre ore al giorno. A
differenza di molte donne del suo tempo, però, detestava il trucco pesante
e i profumi intensi. Tra gli oggetti in mostra, la bilancia su cui
l’Imperatrice si pesava ogni giorno, la sua elegantissima veste da camera
e le sue ricette di bellezza segrete. Impossibile non restare incantati di
fronte alla copia perfetta dell’abito con cui Sissi diede l’addio al
nubilato (l’originale, troppo delicato per essere esposto al pubblico, è
custodito nel deposito di abiti e uniformi del Kunsthistorisches Museum):
un autentico trionfo di balze, piegoline e ricami orientali, in grado di
esaltarne la figura slanciata, il cui punto vita misurava appena 50
centimetri. Le forme eleganti, il volto inquieto, si possono ammirare
negli splendidi ritratti, il più celebre dei quali, eseguito nel 1685 da
Franz Xaver Winterhalter, la raffigura con l’abito da ballo bianco
tempestato di stelle ricamate. Anche la lunga, foltissima chioma, era
ornata di stelle di diamanti. La serie dei ritratti si interruppe
bruscamente poco dopo che Sissi aveva compiuto i 40 anni: non sopportava
di mostrare i segni che l’età lasciava sul suo viso. Già da tempo non si
era più fatta fotografare e velette e ombrellini parasole divennero i suoi
più fedeli compagni. Il suicidio dell’unico figlio maschio, Rodolfo,
avvenuto nel 1889, lasciò un segno profondissimo nella sua vita.
Perennemente vestita di nero, si rinchiuse in se stessa, rifuggendo il
contatto con gli altri. I viaggi furono la sua unica consolazione. Nel
museo di Vienna si può vedere la ricostruzione della lussuosa carrozza di
corte dell’Imperatrice, con un salotto e un comodo vagone letto.
La tristezza era ormai la sua compagna
quotidiana e spesso disse di desiderare la morte. Quella morte che
l’aspettava sul lungolago di Ginevra. Tra gli oggetti esposti, anche la
piccola lima con cui Luccheni la colpì. Per tutte le informazioni sul Museo, si può visitare il sito www.hofburg-wien.at , in tedesco, inglese e italiano.
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